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Il piano di Los Cabos e i conti dei leader

LOS CABOS — Mario Monti le ha chiamate «conversazioni libere e sciolte». Che sono quelle, ha spiegato, che i leader si sono scambiate tra loro tra una riunione ufficiale e l’altra al vertice dei capi di Stato e di governo dei venti Paesi più ricchi del mondo che si è chiuso a Los Cabos quando in Italia era notte fonda. È stato in quello scambio informale di punti di vista che è nata la proposta italiana, o meglio la «riflessione» come ha detto il premier, sullo scudo antispread. Quello che dovrebbe scattare — con l’acquisto sul mercato di titoli del debito sovrano da parte del Fondo europeo salva Stati — non appena il differenziale di rendimenti col Bund tedesco supera un certo livello, così da evitare e scoraggiare la speculazione. Considerando però che quello di Los Cabos è stato un vertice in cui le cose più importanti sono state fatte e dette nelle riunioni ristrette o nei numerosi incontri bilaterali, l’iniziativa italiana ha avuto un suo rilievo. E soprattutto non è passata inosservata, anche per la grande attenzione con cui la stampa anglosassone ha seguito le mosse di Monti nella cittadina messicana della Baja California. C’è anche chi, come il Daily Telegraph, ha lanciato il sasso poco prima della fine del vertice, annunciando la decisione di un bailout complessivo europeo di circa 745 miliardi per Spagna e Italia. Una deriva pericolosa per la proposta italiana, che non vuole e non deve fare emergere certo un problema di sostenibilità del debito che non c’è. La smentita di Monti è arrivata subito «È sbagliato, è un equivoco. Non è un salvataggio» ha detto spiegando che la misura andrebbe nel senso esattamente contrario. Si tratterebbe infatti di intervenire «solo sugli spread dei Paesi che sono in regola con le norme di bilancio». Così l’ha intesa anche il presidente degli Usa, Barak Obama quando il premier lo ha informato. «Gli europei stanno cercando di assicurare nel brevissimo periodo il varo di misure che possano far sì che i Paesi che stanno affrontando le riforme, come Spagna e Italia, possano prendere prestiti a bassi tassi di interesse», ha spiegato il segretario al Tesoro Usa, Tim Geithner, che ha accompagnato Obama a Los Cabos. Favorevole all’idea di Monti, si è detto subito il presidente francese François Hollande. Sibillino, all’inizio freddo e poi più possibilista, invece, l’atteggiamento della cancelliera tedesca Angela Merkel che, come gli altri leader, è stata informata della questione da Monti durante la cena di avvio, con tanto di spettacolo con fuochi di artificio sul mare, del summit.
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