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Il piano di Atene spinge i mercati

Le prime indicazioni del nuovo governo greco sul debito rasserenano i mercati. La Borsa di Atene ha recuperato l’11% in una sola seduta. Bene anche Piazza Affari dove il Ftse Mib ha guadagnato il 2,6% tornando sopra quota 21mila. In calo lo spread BTp-Bund. Nell’incontro Tsipras-Renzi a Roma, il leader greco chiede fiducia ai creditori Ue, mentre il presidente del Consiglio ritiene che ci sia spazio per un accordo.

Niente cancellazione o taglio del debito ma una proposta di scambio tra quello attualmente in mano a governi europei e Bce con titoli di nuova emissione indicizzati alla crescita economica e bond perpetui. Questa è la strategia di Atene che il ministro delle finanze Yanis Varoufakis ha fatto filtrare lunedì a Borse chiuse. Una proposta che i mercati hanno mostrato di gradire. Ieri c’è stato un deciso allentamento della tensione sui titoli di Stato greci: il tasso del decennale è sceso sotto il 10%, quello a tre anni, che lunedì aveva sfiorato la soglia critica del 20%, ha chiuso gli scambi al 16 per cento. La Borsa di Atene ieri ha registrato la sua migliore performance giornaliera di sempre guadagnando il 11,27 per cento. La spinta è arrivata soprattutto dal settore bancario, il più penalizzato nella settimana post-voto, che ieri ha guadagnato in media il 17,39 per cento. Le azioni della National Bank of Greece, secondo istituto di credito del Paese per capitalizzazione, hanno messo a segno un balzo del 20,79% recuperando buona parte delle perdite dell’ultima settimana.
L’euro si apprezza
È ancora presto per capire se la proposta dello «swap» sia praticabile o accettabile dai governi Ue. Soprattutto in assenza di dettagli più chiari sulla proposta che Varoufakis, ieri a Roma per incontrare Padoan, si è rifiutato di fornire ai giornalisti. Nonostante diverse incognite impediscano di farsi un’idea di come la matassa greca potrà essere sbrogliata, i mercati hanno comunque accolto la notizia come un segnale di schiarita. Questo ha condizionato l’andamento del cambio euro-dollaro che ieri è risalito di oltre l’1% passando da un minimo di 1,131 a un massimo di 1,149 dollari.
Bene azioni e bond periferici
La rinnovata propensione al rischio ha dato la spinta a tutto il segmento dei bond periferici. Ieri il tasso dei BTp decennali è sceso dall’1,66 all’1,63% mentre quello dei Bonos spagnoli è passato dall’1,49 all’1,47 per cento. Il mercato per contro ha venduto i “sicuri” ma poco redditizi Bund tedeschi il cui tasso, benché abbia sorpassato al ribasso quello degli analoghi titolo giapponesi, ieri è rimbalzato dai minimi storici toccati lunedì (0,2%) per chiudere allo 0,34 per cento. Questo spiega il movimento degli spread di Italia e Spagna che sono scesi rispettivamente a 129 e 113 punti base.
Notevole poi la performance dei mercati azionari. Ieri Piazza Affari e Madrid hanno guadagnato rispettivamente il 2,57 e il 2,62% facendo decisamente meglio delle altre piazze continentali (ieri lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,82%). Come successo ad Atene, anche a Milano e Madrid sono andate molto bene le banche: l’indice settoriale Ftse Italia Banks ha guadagnato il 3,93% con le azioni delle popolari tornate ad attrarre l’interesse dei mercati.
Acquisti sull’energia
Un’altra spinta è arrivata poi dai petroliferi. Ieri l’indice settoriale italiano ha guadagnato il 3,63% grazie soprattuto al netto rialzo di Eni (+3,71%). La performance della maggior società quotata italiana è in linea con quella del settore (ieri l’indice Stoxx Europe Oil&Gas ha guadagnato il 3,53% sulla scia della ripresa dei corsi del petrolio). Per il greggio quella di ieri è stata la terza giornata consecutiva di forti rialzi (vedi articolo sotto) e questo ha favorito gli acquisti in Borsa sulle maggiori società del settore. E questo nonostante la pesante svalutazione del petrolio nella seconda metà del 2014 continui a condizionare pesantemente i conti del quarto trimestre dei «big»: ieri le azioni della Bp hanno guadagnato il 2,77% nonostante la multinazionale britannica abbia annunciato conti peggiori delle attese. Non è stato solo il comparto petrolifero a recuperare terreno ma anche quello delle società minerarie le cui azioni avevano sofferto il crollo dei metalli industriali (rame) e del minerale di ferro degli ultimi mesi. Queste commodities ieri sono risalite facendo da traino per il settore in Borsa: l’indice Stoxx 600 Basic Resources ha guadagnato il 3,60 per cento.

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