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Il piano crescita di Merkel e Sarkozy

di Stefania Tamburello

ROMA — Inizia con l'incontro tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel la settimana europea che vedrà anche il premier italiano, Mario Monti, volare a Berlino per vedere mercoledì il capo del governo tedesco. L'incontro a tre è previsto a Roma per il 20 gennaio ma non sarà facile per Monti tenere il passo dell'accoppiata franco-tedesca. Soprattutto se, come suggerisce il «Financial Times», Sarkozy e Merkel utilizzeranno il loro faccia a faccia non solo per tirare le fila del Fiscal compact, il patto sulle nuove regole di rigore sui bilanci messo in piedi a Bruxelles prima di Natale. Ma anche per confrontarsi su un piano per la crescita e per il lavoro da presentare ai partner europei nei successivi incontri bilaterali e poi nelle riunioni collegiali dell'Eurogruppo e del Consiglio di fine mese.
In ogni caso si tratta di tappe importanti per l'individuazione di una linea di azione comune europea che affronti e risolva la crisi dei debiti sovrani dando così ai mercati il segnale che la moneta unica e la costruzione che la sorregge sono in grado di avere un futuro solido e lungo. L'impegno per la crescita in quest'ottica è fondamentale ma lo sono ancora di più i passi avanti concreti sul rafforzamento e l'operatività del Fondo salva-Stati. Anche perché sembra tornata a fare acqua la rete di salvataggio della Grecia, in particolare per quel che riguarda il coinvolgimento, e il trattamento, dei creditori privati, soprattutto banche, che hanno in mano titoli del debito ellenico. Per loro non sarebbe più sufficiente un abbattimento del 50%, così come era stato ipotizzato in ottobre, ma del 55-60%.
Ma ci sono anche le banche ad agitare borse e mercati: l'ipotesi di dover affrontare nuovi rafforzamenti di capitale imposti dall'Eba, l'autorità di vigilanza europea, e assieme il rinnovo delle obbligazioni in scadenza a tassi maggiorati, aumenta i timori del sistema del credito ma anche degli investitori. Giovedì si riunirà il Consiglio dei governatori della Bce, che nell'ultima riunione aveva risposto ai problemi delle banche assicurando la possibilità di accedere a liquidità illimitata. C'è da vedere come la Banca centrale presieduta da Mario Draghi, valuterà l'attuale situazione e se darà qualche indicazione in più sul programma straordinario di acquisto dei titoli pubblici dei Paesi in difficoltà, che nei primi giorni del 2012 si è praticamente fermato. C'è da dire che si è mosso poco tutto il mercato monetario, complici le festività, anche se è rimasta alta la tensione su rendimenti e spread in particolare di Spagna ed Italia.
E per il nostro Paese il primo test del nuovo anno ci sarà giovedì con l'asta dei Bot annuali ed, eventualmente, dei Bot trimestrali. I rendimenti dei titoli a breve, contrariamente a quelli a più lungo termine come i Btp decennali presi ad esempio per misurare lo spread con i Bund tedeschi, si sono sensibilmente abbassati rispetto alle punte registrate a novembre. E quindi ci sarà da vedere se questo andamento verrà confermato rassicurando così il Tesoro e segnalando la reazione positiva degli investitori alla manovra di rigore varata dall'esecutivo Monti. Il giorno successivo, venerdì, sarà la volta dei Btp triennali, dove, anche, qui i rendimenti dovrebbero risultare in calo rispetto all'asta precedente.
 

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