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Il «Patto per l’euro» alla prova di Bruxelles

di Ivo Caizzi  

 

La Germania, con l'appoggio della Francia, punta a ridisegnare l'organizzazione dell'Ue a 27 membri imponendo solo ai 17 Stati della zona euro un governo dell'economia fondato su un «Patto per la competitività» di stampo tedesco e con aperture alla destra sociale francese. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che anticiperà a grandi linee il suo progetto, concordato con il presidente francese Nicholas Sarkozy, nel Consiglio dei capi di Stato e di governo in programma oggi a Bruxelles, che aveva in agenda solo l'energia e l'innovazione. Ma la Commissione europea e vari Stati membri si sono sentiti scavalcati dal dirigismo franco-tedesco. «Non è che uno decide e tutti gli altri seguono — ha protestato il presidente dell’Eurogruppo e premier lussemburghese Jean-Claude Juncker —. La buona politica europea è quella in cui prima ci sono le proposte della Commissione; poi il Parlamento e il Consiglio, nell'ambito del processo di codecisione, giudicano quelle proposte» . A Berlino hanno già deciso come superare l’eventuale scontro istituzionale con i governi schierati con la Commissione europea. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha ventilato il ricorso alla «cooperazione rafforzata» . In pratica i Paesi favorevol i a l «P a t t o p e r l a competitività» aderirebbero da soli lasciando fuori quelli contrari. «Durante il pranzo parleremo della situazione dell'euro e discuteremo del meccanismo di rafforzamento del fondo anticrisi e di questo patto per la competitività — ha annunciato la Merkel incontrando il premier spagnolo José Luis Zapatero a Madrid —. B i s o g n a r a f f o r z a r e l a competitività per garantire il benessere dell'Europa» . La cancelliera concederebbe ai Paesi con difficoltà di bilancio l'aumento della dotazione del Fondo salva-Stati purché accettino un governo dell'Eurozona di fatto guidato da Berlino e da Parigi, impostato sul rigore finanziario e sugli standard di competitività voluti dalla Germania. Merkel e Sarkozy, al di là del contenuto specifico di questo nuovo Patto a 17 (conti pubblici in ordine, debito verso il 60%del Pil, età pensionabile a 67 anni come in Germania, abbandono delle indicizzazioni salariali automatiche, ecc.), intendono privilegiare il metodo «intergovernativo» a matrice franco-tedesca per le decisioni relative all’euro, marginalizzando quello «comunitario» della Commissione europea. Germania e Francia consoliderebbero questa trasformazione proponendo un summit annuale dei capi di Stato e di governo dell'Eurogruppo, lanciato da Sarkozy come iniziativa d'emergenza anticrisi, per integrare le riunioni mensili dei ministri finanziari della zona euro. Il premier Silvio Berlusconi, in vista del vertice di oggi, aveva scritto al presidente stabile del Consiglio dei capi di governo, il belga Herman Van Rompuy, sostenendo la posizione italiana sull’energia («strategica» la collaborazione con la Russia, anche per la «diversificazione» delle rotte di approvvigionamento) e sull’innovazione (aiuti soprattutto alle «piccole e medie industrie» ). Ieri Berlusconi è stato aggiornato telefonicamente da Van Rompuy, ma intenderebbe esprimersi sulle conseguenze per l’Italia del «Patto per la competitività» dopo aver ascoltato la Merkel.

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