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Il patto Merkel-Hollande: “Salveremo l’euro”

BERLINO — «Angelà e io siamo passati a darci del tu, lo abbiamo deciso ieri sera a cena. Tra noi la corrente passa anche senza elettricità ». Un François Hollande più disteso e sorridente che mai è stato ieri il volto di “force tranquille” della Framania alla festa dei suoi primi cinquant’anni. Cornice solenne, emozionante al Bundestag, per la nuova coppia “Merkhollande”. Per la prima volta scritte bilingue ovunque, e il tricolore francese era accanto a quello tedesco, ai lati dell’enorme metallica aquila simbolo federale. Per la prima volta, dopo i due governi al completo si sono riuniti insieme i due Parlamenti: prove generali di un futuro oltre la sovranità nazionale. E alla fine, tutti in piedi, hanno cantato insieme la Marsigliese e il Deutschlandlied con l’emozione della speranza. Nella fredda Berlino innevata, le leadership francese e tedesca si sono confessate in faccia divergenze e tensioni, ma con una terapia matrimoniale che funziona: la coppia vuole andare avanti, «lo dobbiamo alla voglia di pace dell’Europa e del mondo, ai valori comuni europei: democrazia, diritti umani, libertà d’opinione, economia sociale di mercato», hanno detto i due leader. Entro maggio, verrà il gesto concreto di proposte comuni per salvare e blindare l’euro, e guardare oltre la crisi.
Vertice tra la cancelliera in abitopantalone nero e Hollande in completo blu reale scuro, poi riunione dei due governi. Poi i legislatori delle due potenze tutti insieme nell’edificio costruito dai Kaiser nemici della la Francia, e che sir Norman Foster ha rifatto come tempio della democrazia.
Berlino è stata ieri, per un giorno, la capitale simbolica e operativa dell’Europa francotedesca. La coppia ha momenti difficili, «siamo all’affetto ragionevole e non alla cotta passionale», ha detto il presidente del Bundestag Norbert Lammert. E gli ha fatto èco il grande regista Wim Wenders: «Un po’ d’indifferenza non mi stupisce, dopo mezzo secolo di nozze». Ma la volontà di continuare insieme è quasi gridata. «Adenauer e de Gaulle ebbero il coraggio di pensare alla pace come destino unico », ha detto il presidente francese, «e il nostro rapporto non può essere sempre tranquillo senza temporali». Gli ha fatto èco la cancelliera: «Io e François siamo coetanei, 58enni, avevamo otto anni quando quei due statisti si abbracciarono in pubblico, con la memoria dell’orrore partito da qui ancora viva. E de Gaulle seppe parlare in tedesco alla nostra gioventù, invitandola a tornare fiera ».
Le divergenze restano. “Angelà” ha ammonito che il rigore deve continuare, François ha ricordato che «la crisi colpisce soprattutto i giovani, strappa loro la fiducia nel futuro che tocca a noi restituire all’Europa, noi dobbiamo indicare la strada, in un’unione non chiusa, bensì aperta a tutti gli europei». Un successo, il presidente lo ha ottenuto con l’appoggio incondizionato di Berlino alla missione in Mali. «Siamo con la Francia, come la Francia fu con noi nella guerra fredda e poi durante la riunificazione», ha sottolineato la cancelliera. Meglio ancora
si è espresso il capogruppo parlamentare spd ed ex ministro degli esteri Frank Walter Steinmeier: «Nel cuore siamo a fianco dei vostri soldati che laggiù rischiano la vita per una causa giusta e comune. Penso a loro e ricordo quando da giovane, con una Citroen 2cv, feci in Francia il mio primo viaggio all’estero». A sera, il gran concerto alla Filarmonica ha concluso la festa dei primi 50 anni di Framania. Musiche di Beethoven e di Camille Saint-Saens, di rigore.

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