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Il patent regionale

Ruling per accedere al patent box «regionalizzati»: le imprese più grandi parleranno con l’ufficio centrale dell’Agenzia delle entrate, nelle sedi di Roma e Milano, mentre per tutte le altre il contraddittorio potrebbe svolgersi presso la direzione territoriale competente. È questa una delle soluzioni operative ipotizzata ieri nel corso di una tavola rotonda convocata dall’amministrazione finanziaria, che ha visto l’intervento dei principali rappresentanti del mondo delle imprese, dell’accademia e soprattutto dei professionisti. L’Agenzia ha reso pubbliche le statistiche illustrate nel corso dell’evento: delle 4.498 domande recapitate finora, oltre 1.200 sono state presentate in Lombardia, 706 in Veneto e 636 in Emilia-Romagna. La mappa del patent box, il regime fiscale agevolato sui redditi derivanti dallo sfruttamento di beni immateriali d’impresa, vede anche 378 invii in Piemonte, 367 in Toscana e 286 nel Lazio.

Sebbene la detassazione dei redditi derivanti dagli «intangibles» abbia come target naturale i grandi gruppi (più propensi e abituati a investire in ricerca e sviluppo), non mancano le sorprese. Quasi 2 mila istanze fanno capo infatti a soggetti con fatturati inferiori ai 10 milioni di euro. Nel dettaglio, 659 appartengono alla fascia sotto il milione di euro di ricavi, 721 alla classe 1-5 milioni e 580 alla classe 5-10 milioni di euro. Il segmento più popoloso risulta quello compreso tra i 10 e i 50 milioni di volume d’affari (1.349 richieste), seguito poi in maniera decrescente dalla classe 50-100 milioni (485 domande), 100-300 milioni (417) e oltre 300 milioni (287). Quanto ai beni agevolabili oggetto delle domande, a guidare sono i marchi (36%), seguiti da know-how (22%), brevetti (18%), disegni e modelli (14%) e software (10%).

L’utilizzo diretto del bene immateriale è dominante, dal momento che rappresenta (da solo o combinato con altre fattispecie) il 97% dei casi prospettati al fisco. Ciò si traduce in 4.338 ruling obbligatori, nell’ipotesi in cui tutti i contribuenti che hanno inoltrato la domanda decidano poi di portare avanti la procedura (la richiesta poteva essere infatti anche solo prenotativa e molte imprese medio-piccole potrebbero rinunciare una volta definito più chiaramente il rapporto costi/benefici).

Il confronto con gli operatori privati di ieri è giunto a conclusione di 4 giorni formativi in tema di patent box per i funzionari delle Entrate. Un approccio che l’Agenzia intende seguire anche per il futuro. «È nostra intenzione lavorare non chiudendoci nelle nostre certezze», ha sottolineato il direttore Rossella Orlandi, «consapevoli che se ti poni delle domande, se hai dei dubbi, forse ciò aiuta a trovare le risposte che cerchi».

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