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Il Patent box mette fuori la testa

Il testo del decreto interministeriale sul patent box è ufficialmente online. Con un irrituale percorso di validazione normativa, la Gazzetta Ufficiale n. 244 di ieri ha pubblicato la comunicazione con cui si dà avviso dell’avvenuta pubblicazione sul sito del ministero dello sviluppo economico (sezione normativa, decreti interministeriali) del decreto Mise-Mef del 30 luglio 2015. Per gli interessati, la comunicazione si chiude informando che il testo giusto è quello sotto la voce incentivi-incentivi imprese. Tutto ciò accade mentre nell’ultima versione della legge di stabilità (che oggi il premier Matteo Renzi illustrerà alle camere), salta la stretta inserita in un primo momento sui marchi commerciali. Questi ultimi non dovranno fare un percorso di uscita accompagnato dall’agevolazione sulla ricerca e sviluppo ma potranno usufruirne come tutte le altre opere di ingegno. Sul tema ha fatto il punto ieri a Milano un convegno organizzato da Ernst&Young (EY) sul tema: «Il patent box: opportunità e implicazioni operative». Nella giornata di studio si sono confrontati professionisti esperti ed è stato dato spazio alla voce delle aziende. In particolare il tax manager di Salvatore Ferragamo, Giuseppe Abatista, ha evidenziato che «sarebbe utile, nel momento in cui l’azienda perfeziona un controllo di gestione per il tracking e il tracing, che la società di revisione possa certificare il risultato. In un ottica di fornire maggiore peso, in sede di ruling con l’Agenzia delle entrate, alle prospettive della contabilità gestionale». Per Manuela Belloni, tax director del gruppo Bracco, è necessario «lavorare con certezza e stabilità. La risposta da parte dell’Agenzia delle entrate agli strumenti di dialogo sulla fiscalità internazionale sono davvero lunghi, due o anche tre anni nei casi di Apa (Advance pricing agreement) bi o multilaterali. Il patent box è una grande opportunità ma è necessario anche un investimento nella tranquillità del lavoro delle imprese». Il patent box consente a tutte le imprese, «anche le persone fisiche» ha ricordato Davide Bergomi, partner transfer pricing EY, di poter presentare istanza entro il 31 dicembre 2015 per usufruire di tassazione agevolata per le opere di ingegno. Un’opzione, esercitabile sin dal 2015, valida per cinque periodi d’imposta, irrevocabile e rinnovabile. Per attuarla sarà necessario ripensare non solo agli aspetti fiscali ma anche a quelli valutativi della contabilità aziendale». «In assenza di indicazioni da parte dell’amministrazione può essere utile guardare alle esperienze degli altri paesi», ha evidenziato Massimo Bellini, partner Ey transfer pricing.

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