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Il partner Axa: sostegno al piano industriale Mps

Il piano industriale al quale Mps affida le sue speranze di rilancio ha anche uno sponsor francese. «Lo appoggiamo totalmente perchè non vi sono altre soluzioni. Vogliamo una banca forte ed indipendente». A parlare é Fréderic de Courtois, amministratore delegato della joint venture assicurativa Axa-Mps che il gigante francese delle assicurazioni ha costituito nel 2007 con l’istituto senese. Un’alleanza suggellata da una partecipazione dal 3,72% che Axa detiene in Mps – frutto finora solo di minusvalenze – ma anche dai risultati positivi nel business delle polizze vendute allo sportello.
Anche nel primo semestre di quest’anno la società ha distribuito un dividendo di 35 milioni all’istituto di credito (per la sua quota di pertinenza del 50%) e a questa cifra occorre sommare gli importi molto più consistenti per la retrocessione delle commissioni di distribuzione. Il nuovo portafoglio vita, misurato con la metodologia Ape, è in crescita del 3% (in un mercato che invece flette) e «oltre le aspettative» sta andando anche la raccolta nella Rc auto. «Il problema della banca – sottolinea de Courtois – sono le sue necessità di capitale e l’incremento della sua produttività».
Entrambe le esigenze spiegano il ruolo centrale che nel piano industriale di Mps è affidato all’intesa con Axa dalla quale sono attesi maggiori ricavi con un basso assorbimento di capitale regolamentare a carico dell’istituto presieduto da Alessandro Profumo. Per il 2015 – è il target del piano – la quota di correntisti servita dai prodotti di bancassurance dovrà salire dal 7 al 24 per cento e la quota di Mps nel mercato “bancario” della Rc auto, in forte crescita, passare dal 7 al 17 per cento. A “il Sole 24 Ore” l’amministratore delegato di Axa-Mps spiega come si propone di centrare questi obiettivi.
I cambiamenti, nei prossimi anni, interesseranno soprattutto il mercato delle polizze vita. «In passato la crescita è stata fatta soprattutto con le polizze tradizionali collegate alle gestioni separate ma in futuro non sarà più così». Quei prodotti sono percepiti come alternativa ai titoli di stato (nei periodo in cui quest’ultimi rendono poco), assicurano ai loro possessori la liquidabilità e la garanzia sui capitali versati ma una compagnia «non può più dare entrambi», spiega de Courtois. Con le nuove regole europee di solvibilità (Solvency II) finirebbero per costare eccessivamente in termini di capitale regolamentare. «Gli assicuratori debbono riscoprire i prodotti di protezione (sulla persona ed anche i capitali), creano un maggiore valore per la compagnie ed anche per i suoi clienti». L’Ad di Axa-Mps si riferisce alle coperture sulla non autosufficienza, in cui la società detiene la leadership in Italia. Ma anche ai prodotti di malattia – sta per essere lanciata una polizza di copertura delle malattie gravi – e, naturalmente, alla previdenza. «È un potenziale di crescita molto importante, già oggi vale il 15% del nostro business vita».
La raccolta sta crescendo a tre cifre – aggiunge – ed ha registrato uno scatto in avanti proprio dopo la riforma Fornero sulla previdenza obbligatoria. Anche i prodotti assicurativi debbono adattarsi al nuovo contesto. «Ad esempio – sottolinea de Courtois – occorre più flessibilità nelle regole di erogazione delle rendite» che attualmente scattano al momento del pensionamento. Ad esempio potrebbero essere utilizzate anche per alleviare le esigenze degli “esodati”.
Poi ci sono i progetti nei rami danni. Per la Rc auto, dove Mps è stato il primo grande operatore di bancassurance ad entrare, l’offerta di polizze verrà estesa all’intera rete di sportelli (Campania compresa) con il 2013. «Il mercato è tornato redditizio ed i prezzi delle coperture sono stabili». Ma non c’è soltanto l’assicurazione obbligatoria. Axa-Mps ha appena lanciato una copertura sui rischi delle carte di credito («va nella direzione dei programmi governativi per ridurre l’uso del contante») e, più in generale, grazie al partner francese la società si appresta a trasferire anche in Italia l’esperienza di successo realizzata, al di là delle Alpi, nella bancassurance danni. Con quel metro di giudizio de Courtois commenta infine la recente aggregazione sotto la Banca d’Italia del regulator assicurativo. «È già stato fatta in Francia – commenta – ed il risultato è stato positivo».

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