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Il Parlamento accelera su evasione e abuso

Il Parlamento accelera sulla lotta all’evasione e sulla definizione di abuso del diritto. La data da segnare in rosso sul calendario è giovedì, quando la commissione Finanze della Camera ricomincerà l’esame della delega fiscale che si era arenata con la fine anticipata della legislatura. E si prospetta un iter rapido perché il regolamento di Montecitorio consente alle proposte di legge già approvate alla Camera e “rispolverate” nei primi sei mesi della legislatura di ridurre a 15 giorni il termine in cui concludere il passaggio in commissione.
Ma non ci sarà solo la delega. Per rafforzare l’impegno su questo fronte prenderà il via l’esame di altre due proposte parlamentari: un progetto di legge che scende nel dettaglio sull’abuso del diritto presentato da Enrico Zanetti (Scelta civica) e una risoluzione proposta da parlamentari del Pd (primo firmatario Marco Causi) che vuole impegnare il Governo, tra l’altro, a rafforzare le misure sulla tracciabilità.
La delega riparte dal testo a cui la Camera aveva dato il via libera nello scorso autunno, ma il primo impegno dei deputati sarà quello di inserire nel disegno di legge gli emendamenti che erano già stati approvati al Senato. Tra questi la norma-quadro che vuole potenziare il conflitto di interessi con la previsione di sconti fiscali per chi richiede e si fa dare lo scontrino o la ricevuta: un’operazione di cui poi bisognerebbe valutare la compatibilità finanziaria per le casse pubbliche.
Comunque il testo del disegno di legge mette una pietra fondamentale per il futuro delle strategie di contrasto: la misurazione dell’evasione fiscale in Italia. Finora ci si è affidati alle stime – da 120 a 150 miliardi di euro all’anno – ma nonostante il sommerso sia un fenomeno diffuso e difficilmente sradicabile (come dimostrano i dati pubblicati nella pagina a lato) non c’è un numero ufficiale. Fissazione dei criteri, individuazione dei soggetti che dovranno procedere alla misurazione e inserire i dati sul recupero nella lotta al sommerso sono tre priorità che il Ddl di riforma chiederà poi al Governo di realizzare nei decreti delegati. Tutto questo servirà anche a calibrare meglio i nuovi strumenti di contrasto.
Insieme a questo capitolo ce n’è un altro molto sentito da professionisti e imprese: la definizione di abuso del diritto. La mancanza di un criterio preciso per stabilire se un comportamento sia lecito o no – magari nel quadro di un’operazione d’impresa – espone i contribuenti alle contestazioni del Fisco. Il tentativo è proprio quello di colmare questo gap.
Senza dimenticare l’altro fronte caldo della riforma del catasto che si intreccia con l’operazione riordino della tassazione degli immobili – prevista nel decreto che ha congelato l’Imu sull’abitazione principale – da portare a termine entro la fine di agosto.
Ecco perché l’allineamento con i tempi può rivelarsi decisivo. L’esame rapido in commissione Finanze potrebbe consentire di inviare il testo approvato al Senato già entro la metà di luglio per poi chiudere la partita prima della pausa estiva.
Questo non vuol dire, però, che il testo non sia aperto a correzioni.Non a caso giovedì prenderà il via l’esame di una proposta di legge che affronta nel dettaglio il concetto di abuso del diritto, le modalità di accertamento e le sanzioni. Così come la risoluzione del Pd vuole impegnare il Governo, tra l’altro, a spingere sulla tracciabilità tra partite Iva e nel pagamento dei compensi ai professionisti, oltre che a ripensare se mantenere in vita lo spesometro per i cittadini (l’obbligo di segnalazione al Fisco per spese oltre 3.600 euro), perché rischia di aumentare la propensione a fare acquisti in nero.

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