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Il Papa toglie potere allo Ior

Si ridisegna la mappa delle finanze vaticane, sotto il segno di Papa Francesco. Con una nuova concentrazione di poteri e competenze sotto la Segreteria per l’Economia, il “super-dicastero” delle Finanze guidato dal cardianle austrliano George Pell, che si conferma uomo forte della Curia e punto di riferimento di un nuovo gruipp di comando di marca “inglese”. Cambia lo Ior, che si snellisce e perde competenze: alla banca vaticana arriva un nuovo presidente, il francese Jean Baptiste de Franssu, che sostuisce dopo 17 mesi il tedesco Ernst von Freyberg. Ma il cambio forse più importante è all’Apsa, da sempre la vera cassaforte vaticana dove è racchiuso l’immenso patrimonio immobiliare e finanziario della Santa Sede: la sezione ordinaria che ha in carico gli immobili, passa al dicastero dei Pell, che quindi diventa sia dicastero delle entrate che delle spese. Non solo: dentro la Segreteria nasce il Vatican Asset Management, ufficio di prossima creazione dove saranno centralizzate le funzioni di gestione dei patrimoni, e a cui lo Ior quindi trasferirà tutta la parte di asset management, 2,6 miliardi di euro. Per lo Ior nei prossimi tre anni saranno cambiati gli statuti con l’obiettivo, tra l’altro, di concentrare le attività sulla consulenza finanziaria e sui servizi di pagamento per il clero, le congregazioni, diocesi e impiegati laici del Vaticano. «Lo Ior è in una fase di transizione pacifica» ha detto il porporato il quale ha aggiunto che «il Papa ha chiesto che i cambiamenti avvengano rapidamente»: la prima fase delle riforme, guidata da von Freyberg, è stata completata, ora si passa alla Fase-2. La nuova governance della banca prevede un consiglio di sei laici, ma per adesso ne sono stati nominati solo quattro: oltre a de Franssu entrano Clemes Boersig (Germania, ex Deustsche Bank, principale banca di “riferimento” dello Ior), Mary Ann Glendon (ex ambasciatore Usa) e Michael Hintze (inglesecon un passato australiano e una esperienza in Goldman Sachs): ma entrerà anche “a senior italian…” ha assicurato il cardinale. Il maltese Alfred Xuereb, segretario generale della Segretria per l’Economia sarà segretario senza diritto di voto del Consiglio Ior (maltese è anche Joseph Zahra, altro uomo chiave della riforma), mentre Battista Ricca resta “prelato” dello Ior, anello di congiunzione tra il cda e la commissione dei cardinali, dove entra il croato Bozanic. «L’obiettivo è trasformare ulteriormente lo Ior in un fornitore dedicato di servizio per la Chiesa» ha sottolineato De Franssu. Il cardinale Pell ha anche annunciato la creazione di un ufficio nel suo dicastero, Project Management Office guidato da Danny Casey, già suo stretto collaboratore a Sydney, per gestire l’arrivo del patrimonio immobiliare. Inoltre a settembre la Segreteria per l’Economia inizierà a preparare il budget per il 2015: l’obiettivo è che tutti i dicasteri e le amministrazione redigano un budget cui attenersi durante l’anno. La spesa sarà di responsabilità di ogni dicastero e amministrazione, e sarà confrontata con il budget nel corso del 2015: ogni eventuale eccesso di spesa sarà di competenza del dicastero. Col trasferimento della sezione ordinaria alla Segreteria per l’Economia, il resto del personale Apsa concentrerà le proprie attività “esclusivamente” sul ruolo di Tesoreria della Santa Sede e dello Stato. Un compito importante iniziale sarà quello di continuare a ristabilire rapporti stretti con tutte le principali banche centrali, come raccomandato da MoneyVal, per continuare a garantire la liquidità e la stabilità finanziaria della Santa Sede. Tutti gli istituti sovrani avranno un account presso l’Apsa che avrà funzione di Tesoreria per gli stessi istituti.
Ieri poi sono state affrontati altri due capitoli. Il primo è quello dei media vaticani: nasce un comitato per proprorre una riforma entro i prossimi 12 mesi, e sarà coordinato dall’inglese Lord Chris Patten, ex commissario europeo, e composto anche da personale vaticano, tra cui il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian. E infine il Fondo pensioni: anche qui nasce un comitato per lo studio della situazione, guidato da un altro inglese, Brian Ferme. «Le pensioni attuali – ha detto Pell – e per la prossima generazione sono al sicuro, ma il fondo deve garantire ci siano disponibilità sufficienti anche per le generazioni future».

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