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Il Papa del popolo “Il salvataggio delle banche pagato dai deboli”

Protesta «sorella terra » per il male che le facciamo. Pensiamo di essere «suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla». Mentre «i cambiamenti climatici», causati anche da noi, sono «la sfida principale dell’umanità ».
L’incipit di “Laudato si’”, l’enciclica di Francesco sulla «cura della casa comune», resa pubblica ieri (246 paragrafi divisi in 6 capitoli), non fa sconti. E disegna un’impietosa critica globale al sistema di sviluppo che schiavizza il mondo e lo spinge alla deriva, all’auto-annientamento. Mentre «il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura». Seppure, spiega a Repubblica Victor- Manuel Fernandez, teologo argentino vicino al Papa, «il cuore della critica papale non è soltanto all’ economia, ma anche agli uomini: senza riconoscere gli altri non può svilupparsi una sana economia ».
Il vescovo di Roma che viene da un Paese «quasi ai confini del mondo», ricco di risorse ma sfruttato dalla globalizzazione mercatista, sa di cosa parla quando in alcuni paragrafi di una lettera rivolta «a ogni persona che abita questo pianeta» entra al cuore del problema: la cieca pulsione accumulatrice ha effetti devastanti perché ha a disposizione «nuove forme di potere derivate dal paradigma tecno-economico». Una potenza senza limite, che si scatena senza poter essere contenuta dalla debolezza della reazione politica internazionale. Qui cita Romano Guardini, teologo italo- tedesco a lui caro, che già aveva denunciato i limiti dell’antropocentrismo moderno che «ha finito per collocare la ragione tecnica al di sopra della realtà, tanto che non sente più la natura né come norma valida, né come vivente rifugio». Spiega ancora Fernandez: «Si tratta di una messa in discussione del tremendo potere legato al paradigma tecnologico-economico, che determina la vita delle persone e il funzionamento della società, che pervade tutto e produce una modalità di comprensione riduttiva della vita e della società stessa». Un sistema – scrive la teologa Cristina Simonelli in una prefazione all’enciclica editata da Piemme – che pensa che il mondo sia «destinato a una crescita economica indefinita ». Mentre non è così.
LA DECRESCITA
Francesco non ha soluzioni certe. Ma indica alcune vie di salvezza per uscire dalla crisi ambientale. Anzitutto la decrescita. Scrive: «È arrivata l’ora di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo procurando risorse perché si possa crescere in modo sano in altre parti».
LA SOBRIETÀ
Oltre alla decrescita, la sobrietà: «È importante accogliere un antico insegnamento, presente in diverse tradizioni religiose, e anche nella Bibbia. Si tratta della convinzione che “meno è di più”. È un ritorno alla semplicità».
LA PROPRIETÀ PRIVATA
Amare il creato può portare anche a rinunciare alla proprietà privata: «La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata».
IL RISCALDAMENTO E IL MARE
È spesso l’uomo la causa dei problemi ambientali: «Numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale è dovuta alla grande concentrazione di gas serra emessi soprattutto a causa dell’attività umana». Anche «l’innalzamento del livello del mare può creare situazioni di estrema gravità».
ISTITUZIONI MONDIALI FORTI
Per invertire il degrado ambientale e creare sviluppo sostenibile si rende «indispensabile lo sviluppo di istituzioni internazionali più forti e efficacemente organizzate ».
GUERRE NUCLEARI
Altrimenti tutto può accadere: «La guerra causa sempre gravi danni all’ambiente e i rischi diventano enormi quando si pensa alle armi nucleari e a quelle biologiche».
LA MAESTRA ELEMENTARE
Invece occorre ripartire dalle cose semplici. E per insistere su ciò il Papa ha voluto che ci fosse ieri a presentare l’enciclica in Vaticano anche Valeria Martano, una maestra elementare della periferia di Roma.
IL PLAUSO DI OBAMA
Ma anche i potenti applaudono. Scrive Obama: «Do il benvenuto all’enciclica. Ammiro profondamente la decisione del Papa di sollevare il caso per un’azione globale sui cambiamenti climatici».
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