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Il nuovo «riccometro» al traguardo

Possibilità di “aggiornare” l’Isee in caso di perdita del lavoro. Modalità di calcolo differenziate dell’indicatore per prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria, per il diritto allo studio universitario e per i minorenni in presenza di genitori non conviventi. Definizione di «reddito» più ampia della precedente. E ancora potenziamento dei controlli, con Inps e agenzia delle Entrate, per evitare comportamenti fraudolenti o elusivi: nella relazione tecnica del nuovo «Isee» si cita questo esempio: l’80% dei nuclei familiari dichiara di non possedere un conto corrente o un libretto di risparmio, mentre nello stesso anno, secondo Bankitalia, la percentuale di famiglie in possesso di un deposito bancario o postale risulta pari al 91,5 per cento.
Dopo una lunga gestazione è in dirittura d’arrivo lo schema di Dpcm che apporta un robusto restyling all’«Isee», l’«Indicatore della situazione economica equivalente», introdotto nel 1998 e utilizzato per accedere alle prestazioni sociali agevolate: dagli asili nido agli assegni di maternità, alle mense scolastiche, alle tasse universitarie, ai libri di testo. La riscrittura più equa dell’«Isee» è stata prevista dal governo Monti (dl 201 del 2011); e lo schema di Dpcm (seguito passo passo dal vice ministro del Lavoro, Maria Cecilia Guerra) ha già acquisito i pareri di conferenza unificata, consiglio di stato, commissioni parlamentari, e oggi potrebbero arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri per il varo finale.
Il nuovo “riccometro”, è scritto nella relazione tecnica, riserverà un trattamento di favore per le famiglie numerose (con tre o più figli) e con disabili. Per i nuclei numerosi «vengono aumentate le franchigie sul patrimonio (mobiliare e immobiliare) e l’importo massimo della spesa effettivamente sostenuta per l’affitto registrato può essere portato in deduzione, con l’effetto di ridurre l’indicatore». Per le famiglie con persone con handicap si riconosce «una agevolazione maggiore ai disabili più gravi e di minore età», con la previsione di franchigie articolate in funzione dell’età e del grado di disabilità. Il nuovo Isee potrebbe accompagnare la sperimentazione della nuova social card e il debutto della nuova tassazione sulla casa. Rispetto alla disciplina vigente non viene modificato il metodo di calcolo, ma si introduce l’Isee «corrente» che permette di aggiornare la dichiarazione in presenza di variazioni superiori al 25% dell’indicatore della situazione reddituale corrente (nei casi di perdita del lavoro).
Si parla poi di «nucleo familiare del richiedente» (e non più di «nucleo familiare di appartenenza» – superando così l’attuale previsione che ciascun soggetto possa appartenere a un solo nucleo familiare); e si specifica che tutti i redditi percepiti dai componenti il nucleo familiare concorrono a determinare la situazione economica. Vengono poi introdotti degli abbattimenti per redditi da lavoro dipendente (quota pari al 20%, fino a un massimo di 3mila euro) e di pensione (fino a un massimo di mille euro), viene sottratto l’importo degli assegni di mantenimento e dedotto una quota del canone di locazione.
Altre novità riguardano la valorizzazione degli immobili, il trattamento dell’abitazione principale, la considerazione del patrimonio estero e la data di riferimento per la contabilizzazione del patrimonio mobiliare. Caratteristiche e modalità di presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) restano invece sostanzialmente analoghe a quelle già previste dalla disciplina vigente. Ma si intensificano (e di molto) i controlli antiabusi.

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