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Il nuovo redditometro accelera

di Antonio Criscione

Il nuovo redditometro va verso il traguardo. Se il sintetico "puro" – dopo le modifiche del Dl 78/2010 noto anche come "spesometro" – ha fatto il suo ingresso in grande stile con la prima tornata di lettere ai contribuenti (si veda Il Sole 24 Ore del l'8 giugno), anche il nuovo redditometro scalda i motori. E prima della pausa estiva, verosimilmente nella prima metà di luglio, l'applicativo potrebbe essere presentato alle associazioni di categoria per una sperimentazione condivisa.

Dopo un primo modello basato sui dati delle dichiarazioni relative al 2007, il modello ha rifatto i conti con le denunce dei redditi dell'anno 2009. Il modello è ormai pronto ed è oggetto degli ultimi test prima di essere "presentabile" per la sperimentazione. L'impressione, però, è che ci sia un clima di grande cautela, per evitare di suscitare nuovi allarmi, in un periodo in cui dopo le contestazioni a Equitalia non se ne sente necessità.

Gli accertamenti con il vecchio redditometro continuano ad andare avanti e il nuovo modello potrebbe avere più che altro il vantaggio di permettere di superare i moltiplicatori del Dm ministeriale che molti commentatori ritengono ormai del tutto arbitrari. Però, data l'attenzione concentrata sull'argomento, la cautela è più che comprensibile. Peraltro il redditometro potrebbe essere persino un elemento di correzione e limitazione del sintetico che si basa solo sulle spese e che ha mostrato le sue "potenzialità" con le lettere già arrivate nei giorni scorsi.

Rispetto alle poche e limitate voci del decreto ministeriale che regola il "vecchio" redditometro sono un centinaio le voci di spesa che l'amministrazione finanziaria già intercetta e che può "cucire" per dare una rappresentazione della situazione dei contribuenti. Salva la prova contraria, visto che il nuovo sistema richiederà comunque il contraddittorio tra fisco e contribuente in fase di accertamento.

Uno degli aspetti da tenere in conto per rendere o meno noto a luglio il nuovo modello di redditometro, sarà rappresentato dalla valutazione della posizione dei contribuenti rispetto al momento dichiarativo. Probabilmente si tratterà, infatti, del l'ultima finestra temporale per poter fare aggiustamenti rispetto alle dichiarazioni 2011 sull'anno precedente e dare la possibilità di un ravvedimento sul 2009. Il nuovo redditometro potrebbe rappresentare un elemento di preoccupazione non tanto per se stesso, ma per il fatto che arriva in un momento in cui c'è già grande preoccupazione per l'intreccio creato dall'aumento della capacità di recupero da parte dell'amministrazione finanziaria e la realtà economica difficile di molte fasce del mondo del lavoro autonomo.

Proprio queste categorie esprimono qualche preoccupazione su questi punti. Claudio Carpentieri (Cna) segnala che «un intervento a così ampio raggio, senza un riequilibro complessivo del sistema fiscale, può provocare squilibri sociali». Andrea Trevisani (Confartigianato) sottolinea come rispetto alle dichiarazioni relative al 2010 a inizio luglio si arriverebbe ormai troppo a ridosso per avere, da parte dei contribuenti, una reale possibilità di adeguarsi alle richieste del fisco, veicolate attraverso il nuovo modello matematico. Per Antonio Vento (Confcommercio) «importante sarà che l'agenzia si orienti, come annunciato nella circolare sui controlli, sui casi di scostamenti veramente rilevanti, visto che la stessa circolare aveva parlato dell'esistenza di molti casi rilevanti». E per Beniamino Pisano (Casartigiani) «abbiamo assicurato una collaborazione per elaborare uno strumento valido, anche per studiare le interazioni con gli studi di settore».

 

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