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Il nuovo Fisco, confronto entro luglio Spunta la «rottamazione» per i vecchi debiti

«Oggi stesso presenterò un’interpellanza urgente al governo perché spieghi nel modo più dettagliato possibile, voce per voce, capitolo per capitolo, cosa c’è veramente dentro questa massa di 545 miliardi di ruoli che Equitalia deve ancora riscuotere, quanti siano ancora esigibili e quanti no». Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, vuole affrontare di petto il problema dei crediti, alcuni dei quali risalgono all’anno 2000, che la società di riscossione ha oggi nella sua pancia. «Temo che una gran parte di quella enorme somma non sia più recuperabile, che faccia riferimento a crediti verso imprese insolventi, già fallite, oppure chiuse. Dobbiamo prima fare una radiografia di questa montagna di ruoli da incassare e poi affrontare il problema con pragmatismo» aggiunge Capezzone.

Un nuovo condono? «Evitiamo di parlare di colpi di spugna e sanatorie, perché poi si scatena il solito dibattito ideologico che non porta a niente. Per il futuro la soluzione dei problemi della riscossione passa per una riforma, di cui abbiamo già tracciato le linee in Parlamento e che ha già prodotto i primi risultati con il cosiddetto decreto del Fare. Ma per il passato dobbiamo ragionare con realismo e pragmatismo, ed essere tutti disponibili a trovare soluzioni ragionevoli» dice Capezzone.

Sarebbe un peccato guastare l’ottimo clima che c’è oggi in Commissione, proprio alla vigilia della discussione sulla delega fiscale, che comincia domani. Il consenso c’è e Capezzone vuole accelerare, facendo in modo che l’Aula della Camera possa esprimersi sulla delega prima della pausa estiva, limitando a un paio di settimane il lavoro in sede referente della sua Commissione. Parlare di condono per i vecchi ruoli non è saggio. Ma in fondo è proprio di quello che in Parlamento si discute in questi giorni.

Enrico Zanetti, deputato di Scelta civica e vice presidente della Commissione Finanze, è già più esplicito. Anche lui sollecita il governo a fornire al più presto tutti i dati «per avere un quadro più preciso possibile della situazione» e dice che «il problema, poi, dovrà essere affrontato in modo pragmatico per individuare la soluzione migliore e più ragionevole. Anche se questo significasse la rottamazione dei vecchi ruoli».

Anche dalle parti del Pd c’è qualche apertura. «Noi siamo contrari a ogni forma di condono, ma una soluzione a questo problema gigantesco dobbiamo trovarla» dice Angelo Rughetti, deputato renziano. «Dobbiamo tenere il principio, ma guardare anche alla sostanza. Si può anche pensare a una soluzione intermedia: consentire ai contribuenti e alle imprese di regolarizzare la propria posizione debitoria senza ricorrere al contenzioso, ma una volta risolto il problema dei vecchi ruoli, imporre delle penalizzazioni, per esempio sull’accesso alle agevolazioni. Risolvere quel problema è necessario e urgente, ma non possiamo trattare nello stesso modo chi si è comportato in modo diverso, chi ha pagato il suo debito fiscale o previdenziale e chi no».

Che si arrivi a una nuova rottamazione dei ruoli è possibile, anche se l’ultima, quella del 2003 che prevedeva la regolarizzazione con il pagamento del 25% delle somme, non ha alleggerito un granché l’arretrato. Nella pancia di Equitalia, tra i 545 miliardi da incassare, ci sono ancora 80 miliardi relativi al periodo 2000-2003. Per quelle annualità la riscossione effettiva non ha toccato il 20% delle somme iscritte a ruolo. Dopo è andata anche peggio. A oggi, la pubblica amministrazione deve ancora incassare, tra tasse, contributi e sanzioni, l’83% delle cartelle consegnate a Equitalia nel 2004, l’87% di quelle del 2005 e così via a salire. Nel 2012 a Equitalia sono stati affidati 77 miliardi di ruoli da riscuotere, e ne sono stati incassati 1 e mezzo, meno del 2%. «È una riscossione virtuale. Uno schema — dice Rughetti — che serve solo a tener su il bilancio pubblico, facendo figurare come buoni dei crediti inesigibili, un meccanismo folle. Se vogliamo risolvere il problema dobbiamo avere una riscossione effettiva, non sulla carta. Perché in Italia non si può pagare una multa immediatamente, in contanti o con un bancomat? Negli Usa la multa non pagata ti esce fuori quando vai a pagare il bollo auto, e se non la paghi vai a piedi».

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