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Il nuovo codice della strada cambia i rapporti di lavoro

Il comma 4-bis dell’art. 94 del codice della strada, così come introdotto dall’art. 12, comma 1, lettera a) della legge n. 120/2010 contiene una modifica al codice della strada che andrà a impattare sulla gestione del personale dipendente a decorrere dal 3 novembre 2014.

Ambito oggettivo di applicazione. L’ambito di applicazione delle novità è ristretto alle carte di circolazione relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi, la cui disponibilità non sia assoggettata al possesso di titoli autorizzativi. I casi che rientrano in tale normativa sono:

– Variazione della denominazione dell’ente intestatario;

– Variazione delle generalità della persona fisica intestataria;

– Soggetto che abbia la temporanea disponibilità, per un periodo superiore a 30 giorni, di un veicolo intestato ad un terzo, a titolo di comodato, in forza di un provvedimento di affidamento in custodia giudiziale o di un contratto di locazione senza conducente;

– Intestazione a soggetti giuridicamente incapaci.

Ambito soggettivo di applicazione. L’art. 94, comma 4-bis, del c.d.s fa riferimento all’intestatario della carta di circolazione. Per tale motivo, così come evidenziato dalla circolare del ministero, il riferimento deve essere alle disposizione contenute negli artt. 91 e 93, comma 2, del c.d.s. stesso.

Pertanto, per intestatario della carta di circolazione si deve intendere:

– il proprietario del veicoli, ivi compreso il «trustee», il locatore, il nudo proprietario e l’acquirente;

– il locatario;

– l’usufruttuario.

 

Il comodato codice civile, art. 1803. Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.

La circolare n. 15513 analizza il comodato, evidenziando alcune particolarità per la gestione delle comunicazioni di cui sopra.

Requisiti del comodato per portare all’insorgenza dell’obbligo comunicativo: il comodato deve durare per un periodo superiore a 30 giorni.

Soggetto obbligato a effettuare la comunicazione: il comodatario.

Soggetti esclusi: sono esentati da tale obbligo i componenti del nucleo familiare, purché conviventi. In tal caso è comunque possibile procedere all’aggiornamento della carta di circolazione.

Soggetti legittimati a concedere a terzi il comodato del veicolo: il proprietario (o il «trustee»), il locatario (nell’ipotesi di leasing, previo assenso del locatore), l’usufruttuario, l’acquirente (nell’ipotesi di acquisto con patto di riservato dominio, previo assenso del venditore).

Ne consegue, pertanto, che è esclusa la possibilità per il comodatario di concedere ad altro soggetto l’uso del veicolo (sub comodato).

Circolare n. 15513 ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pag. 10. In ogni caso, va evidenziato che, in sede di rilascio del tagliando di aggiornamento, l’Umc non procederà a verifiche in merito ai rapporti privatistici intercorrenti tra l’intestatario della carta di circolazione e il comodatario, né in merito alla concreta possibilità per l’intestatario stesso di concedere il veicolo in comodato a terzi, limitandosi a verificare la regolarità formale delle documentazioni di cui si dirà in seguito.

Soggetti legittimati all’utilizzo del veicolo: sia persone fisiche sia giuridiche.

A seguito di richiesta di aggiornamento della carta di circolazione viene emesso tagliando nel quale è annotato nome, cognome, luogo e data di nascita e residenza del comodatario, nonché scadenza del comodato stesso con apposita dicitura: «Comodato – Intestazione temporanea effettuata ai sensi dell’art. 94, comma 4-bis, c.d.s.».

Nel caso in cui, invece, necessiti l’aggiornamento dei dati tecnici del veicolo, si dovrà provvedere al rilascio del duplicato della carta di circolazione.

 

Comodato di veicoli aziendali. La circolare evidenzia che, anche se non espressamente previsti, stante «l’esigenza di tutela dei preminenti interessi di ordine pubblico cui sono preordinate le norme in esame», ricadono nel campo di applicazione le seguenti due casistiche:

– veicoli di proprietà di case costruttrici che vengano da queste concesse in comodato, per periodi superiori ai 30 giorni, a soggetti esterni alla struttura organizzativa d’impresa (es. giornalisti, istituzioni pubbliche ecc.) per esigenze di mercato o di rappresentanza connesse a particolari eventi;

– veicoli in disponibilità di aziende (comprese le case costruttrici) o di enti (pubblici o privati), a titolo di proprietà, di acquisto con patto di riservato dominio, di usufrutto, di leasing o di locazione senza conducente che vengano da queste concesse, per periodi superiori a 30 giorni, in comodato d’uso gratuito ai propri dipendenti.

Senza entrare oltre nel merito, evidenziamo solo due chiarimenti riportati dalla circolare:

– trattandosi di veicoli aziendali, nel caso in cui gli stessi siano in disponibilità del comodante a titolo di leasing o di acquisto con patto di riservato dominio non occorre, per l’annotazione, il preventivo assenso del locatore o del venditore;

– a fronte dell’istanza viene rilasciata attestazione di avvenuta annotazione delle informazioni. Ai fini della regolarità della circolazione non è prescritto che tale attestazione debba essere tenuta a bordo del veicolo.

Cerchiamo ora di capire come gestire i diversi casi che si pongono nella gestione del personale aziendale.

Beni concessi in uso al personale

Le casistiche che principalmente si pongono sono 3: bene concesso in uso prettamente aziendale, bene concesso in uso promiscuo e bene concesso in uso personale.

Il ministero, con la circolare pubblicata in data 27 ottobre, ha evidenziato che «sono certamente da ritenere escluse dall’ambito di applicazione dell’art. 94, comma 4-bis, c.d.s. e dell’art. 247-bis del regolamento di esecuzione:

– l’utilizzo di veicoli aziendali in disponibilità a titolo di “fringe benefit” (retribuzioni in natura consistenti nella assegnazione di veicoli aziendali ai dipendenti che le utilizzano sia per esigenze di lavoro sia per esigenze private); in tal caso, infatti, non ricorre il caso di comodato, venendo meno il carattere di gratuità;

– al di fuori dei casi di “fringe benefit”, l’utilizzo comunque promiscuo di veicoli aziendali (es. veicoli impiegati per l’esercizio di attività lavorative e utilizzati dal dipendente anche per raggiungere la sede di lavoro, o la propria abitazione, o nel tempo libero); in tal caso, infatti, viene meno l’uso esclusivo e personale del veicolo;

– l’ipotesi in cui più dipendenti si alternino nell’utilizzo del medesimo veicoli aziendale: in tal caso, infatti, non solo viene meno l’esclusività e la personalità dell’utilizzo del veicolo aziendale ma anche la continuità dello stesso».

Ne consegue che l’obbligo di comunicazione dei dati del reale utilizzatore vige solamente per il bene concesso in uso prettamente personale e gratuito al lavoratore per un periodo superiore a 30 giorni e solamente per gli atti posti in essere a decorrere dal 3 novembre 2014. A tal fine il computo va operato, come evidenziato dal ministero, «in giorni naturali e consecutivi e non rileva la circostanza che si esaurisca nell’arco di un unico anno solare ovvero si protragga a cavallo di due o più anni solari successivi».

Sempre la circolare n. 23743 del 27 ottobre chiarisce che le istruzioni operative relative al comodato sono da ritenere applicabili non solo ai dipendenti ma anche ai soci, agli amministratori e al collaboratori dell’Azienda, ovviamente alle condizioni richiamate sopra. Stesso discorso andrà operato anche per i veicoli intestati a nome dell’imprenditore individuale, ma solamente a condizione che gli stessi siano individuati tra i beni strumentali dell’impresa.

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