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Il notariato esporta il diritto fondiario nei Paesi poveri

Creare il diritto fondiario nei Paesi più poveri e arretrati e in via di sviluppo per fermare la colonizzazione dei terreni e l’ulteriore impoverimento delle popolazioni locali, con un occhio allo sviluppo sostenibile del pianeta.
La mission che il Notariato italiano si è posta, in stretto coordinamento con l’Unione Internazionale del Notariato Latino – 86 Paesi aderenti – va oltre il senso giuridico di un’operazione di per sé già ambiziosa. Perché se «la terra è uno dei diritti umani», la sua attribuzione è il primo passo per pacificare contenziosi antichi, evitare spossessamenti dei nuovi colonizzatori, porre le basi per l’emancipazione dalla fame, dalla subalternità, dall’esclusione. «Quella che potremmo chiamare, con un neologismo, titolarizzazione della proprietà fondiaria – dice Giovanni Liotta, membro italiano del Consiglio generale del notariato internazionale – è un’operazione complessa e multidiscipilinare, ma è soprattutto un’iniziativa di difesa per le popolazioni del terzo mondo». Dove il possesso della terra si trasmette per antiche consuetudini, spesso con l’intreccio di ritualità religiose, ma quasi sempre con effetti non riconosciuti nemmeno dall’autorità locale o statale. Non avere il titolo di possesso giuridico delle proprie terre significa non poter accedere al credito, ma prima ancora non essere nemmeno chiamati al tavolo delle trattative in cui questi antichi latifondi tribali vengono ceduti a terzi, quasi sempre a potenti lobby internazionali. «Il nostro scopo è lavorare in equipe con antropologi locali, geometri, giuristi – spiega ancora Liotta – mettendo a disposizione l’esperienza del Notariato internazionale per far crescere la cultura dei diritti in questi paesi». Un modello forse esportabile, considerato che dopo Madagascar e Burkina Faso, la questione “terre” è all’ordine del giorno dell’assemblea dei Parlamenti della francofonia, e si appresta anche a debuttare sul palcoscenico asiatico nel prossimo dicembre, alla conferenza di Hanoi, Vietnam, la terza mondiale sulla «titolarizzazione della proprietà». L’iniziativa del Notariato internazionale è sostenuta (accreditata) dalla Banca mondiale e dall’Onu tramite la Fao. Un progetto che oggi in Italia incrocia anche Expo 2015, insieme alla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition.

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