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Il notaio deve accertare il capitale minimo

Le società estere che vogliano trasferire la loro sede in Italia dovranno essere iscritte presso il registro delle imprese attraverso un notaio. Lo stesso dovrà provvedere a eseguire un controllo di legalità soprattutto in merito ai requisiti minimi del capitale sociale. Nei trasferimenti di sede all’interno di un paese dell’Unione europea, la società dovrà operare una trasformazione «transfrontaliera», assoggettandosi alla disciplina giuridica del paese di destinazione senza estinzione nel paese di origine. Sono queste le principali posizioni assunte dal Consiglio nazionale del notariato nello studio approvato nel gennaio 2016, ma reso noto ieri, rubricato «Il trasferimento della sede sociale e la trasformazione internazionale».

I trasferimenti della sede legale dall’Italia all’estero e dall’estero in Italia. Laddove una società italiana intenda trasferire la propria sede all’estero, l’esito dell’operazione dipenderà da quanto previsto dalla legge in vigore nel Paese d’arrivo ma anche di quello di partenza. Per ciò che concerne i trasferimenti da e per l’Italia, bisogna prender le mosse dal combinato disposto dei commi 1 e 3 dell’art. 25, legge 218/1995, recante «Riforma del sistema italiano del diritto internazionale privato». La concreta realizzabilità dell’operazione, si legge nel documento « è, in ogni caso, rimessa sempre a un duplice riscontro: per i trasferimenti dall’Italia, occorre verificare se e a quali condizioni l’ordinamento del paese di arrivo consente l’ingresso nel proprio ordinamento di soggetti giuridici stranieri preesistenti, previo adeguamento o meno alla propria legge nazionale o se, piuttosto, imponga l’estinzione della società; analogamente, per i trasferimenti verso l’Italia, occorre verificare se la legge inizialmente regolatrice della società e, quindi, quella dello stato di partenza, consente all’ente di uscire dall’ordinamento senza imporre preventivamente la liquidazione dei rapporti giuridici pendenti e dovendosi, poi, adeguare lo statuto della società alla disciplina italiana».

I trasferimenti all’interno dell’Unione europea. Attraverso una serie di sentenze (le ultima delle quali la sentenza «Cartesio» del 16 dicembre 2008» e la sentenza «Vale» del 12 luglio 2012) la Corte di giustizia europea ha nel tempo meglio definito quali siano le norme applicabili nel caso di trasferimento della sede di una società dall’Italia in un paese Ue e da un paese Ue in Italia. In pratica, si legge nel documento del notariato, la Corte di giustizia ha affermato «che la libertà di stabilimento comunitaria obbliga le legislazioni nazionali a riconoscere la cosiddetta trasformazione «internazionale» o «transfrontaliera», rendendo incompatibili con le norme comunitarie le disposizioni che impongono alla società che intenda trasferire la sede all’estero di estinguersi nel paese d’origine per poi costituirsi ex novo nel Paese di destinazione. Pertanto, la disciplina contenuta nell’art. 25 legge 218/1995 dovrà essere disapplicata nei casi in cui essa determini l’applicazione di una legge straniera che per il trasferimento della sede sociale all’estero impone alla società di estinguersi nel paese d’origine e di costituirsi ex novo in base alle regole del paese di destinazione».

Profili applicativi. Anche laddove la decisione di trasferimento sede venga redatta all’estero, l’atto, da depositarsi presso il Registro delle imprese Iitaliano, dovrà in forma autentica essere depositato presso un notaio ex art. 106 legge not. Esso debitamente tradotto dovrà essere sottoposto ad un controllo di legalità da parte del notaio italiano ai fini della compatibilità col nostro ordinamento. Particolare attenzione a riguardo dovrà essere rivolta alla consistenza del capitale sociale. Per esempio, laddove nel paese di provenienza non sia richiesto un capitale minimo il notaio potrà richiedere una perizia di stima atta a saggiarne la consistenza ed a chiedere ai soci il versamento del capitale minimo, nel rispetto delle norme di conferimento, qualora lo stesso risultasse non adeguato alla forma societaria prescelta.

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