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Il noleggio tiene le posizioni

I conti vanno male. Peggio di quanto dicano le nude cifre, che pure riportano un fatturato in lieve crescita per il noleggio a lungo termine di auto aziendali, con un +2% su base semestrale. Ma è il mercato del nuovo a essere ingessato, le immatricolazioni continuano a calare, l’automotive nel complesso è in una crisi che potrebbe diventare irreversibile.

In Italia si immatricolano 1,3 milioni di veicoli su 36 milioni di vetture circolanti: a questi ritmi per rimpiazzare l’attuale parco ci vorranno 20 anni. E 14 milioni di auto sono euro 0, 1 e 2, che inquinano in modo intollerabile.

Le stime delle associazioni di settore dicono che se si adottassero scelte in materia di deducibilità fiscale e riequilibrio della tassazione adeguate a risollevare il mercato, riavvicinandolo ai 2 milioni di auto l’anno, lo Stato, pur riducendo le tasse, incasserebbe circa 8 miliardi di euro in più, senza tener conto dell’indotto positivo derivante dalla ripresa dei consumi nel settore.

«Da gennaio ad agosto si è perso circa il 9% di immatricolato anno su anno, anche se globalmente il fatturato delle flotte tiene perché i clienti prolungano i contratti di noleggio a lungo termine», spiega Paolo Ghinolfi, presidente di Aniasa, l’associazione confindustriale che riunisce le compagnie di renting. L’auto aziendale continua a soffrire, strozzata da provvedimenti privi di lungimiranza, deducibilità ridicole, vessazioni fiscali che hanno fatto il vuoto in interi segmenti del mercato.

I concessionari chiudono uno dietro l’altro. «Sono stati messi in condizione di non vendere più auto», denuncia Ghinolfi, «così il parco auto in Italia sta invecchiando in modo pazzesco». In sede politica si è parlato di ripresina economica. Ma il Centro Studi Promotor precisa: il mercato dell’auto resta in forte crisi.

Le previsioni 2013 ipotizzavano che la caduta si sarebbe arrestata per il raggiungimento di livelli di immatricolazioni incomprimibili, ma in effetti finora si è assistito solo a un rallentamento del calo delle vendite, che in luglio si era ridotto all’1,92%, con l’auspicio che in agosto cominciasse a invertirsi la tendenza.

Secondo gli osservatori di Promotor, il primo dato positivo ora è atteso per settembre, sperando in un miglioramento del quadro economico generale, anche perché il governo, che ha dimostrato sensibilità per edilizia, elettrodomestici e nautica, non manifesta da anni alcuna disponibilità ad affrontare i problemi dell’auto, divenuta un bancomat per ogni livello di pubblica amministrazione. Anche per l’Unrae e l’Anfia (importatori e costruttori di veicoli) il mercato auto resta depresso, come testimoniato anche dalla raccolta contratti che, da un primo scambio di informazioni, in agosto sfiora le 55 mila unità, in flessione di circa il 4%. Nei primi otto mesi dell’anno la riduzione, mitigata da un secondo trimestre positivo nel confronto con lo stesso periodo dell’anno 2012, si porta a un -6% e quasi 858 mila contratti conclusi.

Anche le auto aziendali, per qualche anno immuni dai venti più freddi della crisi, quest’anno sono sotto scacco. La contrazione delle nuove immatricolazioni è persino superiore a quella delle auto private (nel gennaio-agosto 2013 il calo è stato del 9,2% contro l’8,8%). In quest’ambito, il noleggio è avanti per le nuove immatricolazioni rispetto a leasing e proprietà diretta, (172.568 contro 155.562 unità nel periodo gennaio-agosto 2013), ma anche qui il calo rispetto al 2012 è vistoso: rispettivamente -9,51% e 8,93%. Come evidenziato da Ghinolfi, le società di renting limitano i danni sul fatturato, in quanto l’esigenza di mobilità è soddisfatta prolungando i contratti in essere. Ma la situazione inevitabilmente dovrà trovare nuovi sbocchi, con interventi non più differibili soprattutto sulla deducibilità fiscale. Il perché lo spiega Ghinolfi nell’intervista.

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