Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il no dei creditori. Lunga notte per Atene

Un irrigidimento del Fondo monetario di Washington, in linea con le richieste tedesche di maggiori misure di austerità, ha bloccato quella che doveva essere l’inizio della stretta finale per l’accordo tra la Grecia e i suoi creditori. L’Eurogruppo straordinario dei 19 ministri finanziari, convocato d’urgenza a Bruxelles per fornire la base tecnica del compromesso da concludere tra oggi e domani al summit dei 28 capi di Stato e di governo Ue, è stato clamorosamente sospeso dopo un’ora. I ministri si sono aggiornati a oggi alle 13. 
Il premier greco di estrema sinistra Alexis Tsipras è stato riconvocato nella notte per continuare i colloqui a Bruxelles con i rappresentanti dei creditori, il presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, e i numero uno di Bce e Fmi, Mario Draghi e Christine Lagarde, con i quali precedentemente nella giornata non aveva risolto i contrasti.
Lagarde ha contestato che la Grecia «non può costruire un programma solo sulla promessa di una migliore raccolta delle tasse, come sentiamo da cinque anni» e che «i creditori si aspettano misure credibili e tangibili, che possano risolvere la situazione del bilancio». La banca di Washington chiede riforme del mercato del lavoro, maggiori aumenti delle tasse e tagli alle pensioni, che il governo ellenico ha sostituito con la lotta all’evasione fiscale.
Tsipras ha attaccato il Fmi denunciando «il ripetuto rifiuto di certi creditori a misure equivalenti» non verificatosi nei piani di salvataggio di Irlanda e Portogallo.
Ha ventilato polemicamente «un non interesse a un accordo» o il voler «sostenere interessi speciali». Il premier greco, che già deve tacitare l’ala più dura del suo partito Syriza (lo accusa di aver accettato troppe misure di austerità), era volato a Bruxelles per tentare una composizione con Juncker, Draghi e Lagarde prima dell’Eurogruppo.
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble si è schierato sulla linea di Lagarde, considerando «impensabile» un accordo senza il consenso del Fmi e anticipando — già all’ingresso nell’Eurogruppo — che lo stato della trattativa tra la Grecia e i creditori «non rende ottimisti sul raggiungimento di un risultato questa sera».
Il ministro delle Finanze francese Michel Sapin si è presentato con una posizione conciliante con il collega greco Yanis Varoufakis, appoggiando perfino la richiesta ellenica di riduzione del debito.
«In un accordo globale — ha detto Sapin — la questione del debito non è tabù e dovrà essere affrontata». Il premier Matteo Renzi ha orientato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan su una linea vicina a quella di Parigi.
Draghi e Lagarde hanno partecipato all’Eurogruppo nell’edificio Lex prima di spostarsi dall’altra parte della strada, nel Palazzo Berlaymont della Commissione europea, per l’incontro notturno con Juncker e Tsipras.
«Sfortunatamente non abbiamo ancora raggiunto un’intesa — ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem —. Ma siamo determinati a continuare a lavorare facendo tutto il necessario».
Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha comunicato che i negoziati sarebbero continuati nella notte «per raggiungere un accordo con le autorità greche e per presentare i risultati all’Eurogruppo» .

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa