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Il Montepaschi “smonta” i derivati impatto di 700 milioni sul bilancio

Deutsche Bank e Jp Morgan collaborano con Mps su Santorini e Nota Italia, Nomura finora nicchia, e rischia un contenzioso con la banca senese sugli strutturati Alexandria. Il management del Monte, come annunciato da settimane, non aspetterà gli esiti dei negoziati, e oggi farà comunque piena luce sui prodotti tossici nel bilancio, che dovrebbero avere un impatto di circa 750 milioni lordi, da infilare “riaprendo” il bilancio 2009. Tale somma, se approvata dai consiglieri, costituirà l’impatto sul bilancio 2012 per smontare derivati e strutturati di cui l’Area finanza fece uso smodato tra 2002 e 2011, cercando invano di sostenere la redditività e allontanare le perdite. L’impatto patrimoniale è delimitato, poiché nel novembre scorso Mps aumentò di 500 milioni la richiesta di bond del Tesoro, pari a 3,9 miliardi e di vicina emissione.
Il lavoro preparatorio del cda – si dice dentro e fuori Rocca Salimbeni (Pwc ed Eidos collaborano alla ricognizione dei tre prodotti strutturati finiti nel mirino degli inquirenti) – è stato alacre. Pare che il presidente Alessandro Profumo e l’ad Fabrizio Viola non vogliano più aree grigie nei conti, e adotteranno un approccio conservativo sulle partite critiche anche a costo di chiudere il 2012 con altre ingenti perdite, circa 2 miliardi per gli operatori. Il mercato da tempo chiede trasparenza sui numeri (il titolo ieri si è ripreso il 3,22%).
Come ha spiegato Profumo a Otto e mezzo, «non si tratta di un buco nei conti, ma di appostare subito operazioni che hanno spalmato nel tempo le perdite. L’impatto sui conti Mps a 30 anni sarà uguale a zero, perché recupereremo le perdite che stiamo contabilizzando ». Alexandria, Santorini e Nota Italia sono prodotti complessi con sottostanti titoli cartolarizzati, e che incorporano derivati e rifinanziamenti. Tecnicamente, per smontarle Mps dovrebbe effettuare operazioni di segno uguale e contrario, chiudendo ogni posizione con le controparti Nomura, Deutsche Bank e Jp Morgan. E se nel primo caso non sarà possibile, la banca comunque farà una congrua svalutazione.
In tivù Profumo ha ammesso che «la nomina di Mussari alla presidenza dell’Abi è stato un errore, gli sbagli a volte si commettono», e aggiunto: «Il mio giudizio su Mussari come banchiere non è positivo ». Nel 2010 il placet dell’allora leader di Unicredit fu decisivo per promuovere l’allora presidente Mps all’associazione banchieri. E Mussari un anno fa vantava un ruolo forte nel portare Profumo a Siena.

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