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Il mondo a Roma per papa Francesco. “Lui sa che ora deve cambiare tutto”

CITTÀ DEL VATICANO — A Buenos Aires la cattedrale dove Jorge Mario Bergoglio abitava fino a pochi giorni fa si trova proprio di fronte alla Casa Rosada, sede della presidenza argentina. Per anni lui e Cristina Kirchner si sono guardati a soli 100 metri di distanza, senza salutarsi. Ieri un giornale locale ricordava che la Presidenta aveva respinto «almeno 14 richieste di appuntamenti avanzate dall’allora arcivescovo della città». Per riconciliarsi, Bergoglio e la Kirchner hanno dovuto entrambi attraversare l’Oceano, incontrandosi a Roma, dove oggi si terrà la messa d’inizio pontificato dell’argentino Papa Francesco.
Sarà, questo, il giorno dell’abbraccio dei fedeli e del mondo attraverso i loro capi di Stato. La messa con cui Bergoglio avvierà il suo ministero petrino. Attese fino a un milione di persone. Centotrentadue le delegazioni, dal vice presidente americano Joe Biden al dittatore dello Zimbabwe, Robert Mugabe. In più, i rappresentanti delle altre chiese cristiane, e poi ebrei, musulmani, buddisti, sikh. Dopo quasi mille anni arriverà anche il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo. Sicurezza al livello massimo.
Francesco vuole però una cerimonia sobria, come sobrio è il nuovo Anello del Pescatore che indosserà: d’argento e non d’oro. Giro in Papamobile tra la folla, ma niente processione all’offertorio, Vangelo cantato solo in greco, comunione distribuita dai diaconi e non dal pontefice.
L’incontro con la Kirchner ha avuto un fuori programma, l’invito a pranzo: «Come potevo rifiutare? — ha raccontato la Presidenta — Ho sollecitato al Papa il suo interessamento per un dialogo fra Argentina e Regno Unito sulle Malvinas. Vorremmo che intercedesse, e l’ho invitato in Argentina». Bergoglio ha regalato alla Presidenta una rosa bianca di Santa Teresa. La Kirchner ha ricambiato con alcune tazze per il mate, tipica bevanda locale, e Francesco ha ringraziato con un bacio sulla guancia. «Mai nella mia vita un Papa mi aveva baciata», ha sorriso il capo di Stato argentino. Secondo il quotidiano El Cronista la Kirchner avrebbe tentato la mossa di un dossier segreto, consegnato ai cardinali prima del Conclave per bloccare l’elezione di Bergoglio con l’accusa di complicità con la dittatura argentina. Ma a Buenos Aires il presidente della Corte Suprema ha replicato che Bergoglio «è una persona assolutamente innocente». Ieri la Kirchner mostrava la sua vicinanza: «È molto preso dal cambiare le cose che sa che devono cambiare».
In mattinata il Papa aveva già ricevuto il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, per ora confermato in forma provvisoria. Un incontro di inizio rapporto: Bertone ha presentato al pontefice l’agenda degli impegni. Il segretario particolare di Bergoglio sarà il maltese monsignor Alfred Xuereb, già secondo aiutante di Benedetto XVI assieme a padre Georg Gaenswein. Buoni consigli sulla Curia romana Bergoglio li riceverà comunque dallo spagnolo Santos Abril y Castellò, suo amico, nominato nel novembre 2011 arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore, il quale non è ancora riuscito a prendere possesso del suo appartamento, occupato dal predecessore, il cardinale americano Bernard Law accusato di pedofilia.
Da ieri nelle mani del pontefice è anche il rapporto Vatileaks. Ma non ha ancora avuto ancora il tempo di leggerlo. Qualche minuto il nuovo Papa è riuscito a riservarlo a una telefonata al suo dentista a Buenos Aires. Ma il medico non c’era, e a rispondere direttamente a Bergoglio è stata
la segretaria.

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