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Il milleproroghe al rush finale

di Simona D'Alessio 

Entra nel vivo alla camera dei deputati l'iter del decreto milleproroghe (dl 216/2011): le commissioni affari costituzionali e bilancio, infatti, hanno fissato per lunedì 16 gennaio alle 12 il termine per la presentazione degli emendamenti al testo, varato alla fine di dicembre (si veda ItaliaOggi del 30/12/2011).

Fra i capitoli principali il rifinanziamento per il 2012 degli ammortizzatori sociali ed una serie di adempimenti fiscali la cui scadenza viene procrastinata: spicca il rinvio della chiusura delle partite Iva inattive, da effettuare tramite modello F24 entro il 2 aprile 2012, previo versamento di una sanzione da 129 euro, inoltre il decreto stabilisce che le domande per la variazione catastale volta al riconoscimento dei requisiti di ruralità dei fabbricati possano essere presentate fino al 31 marzo.

Il testo, i cui relatori sono bipartisan (per la I commissione Gianclaudio Bressa del Pd, per la V Gioacchino Alfano del Pdl), è sotto i riflettori dei partiti per le modifiche: il centrodestra punterebbe a depositare proposte per l'estensione al 2012 dei benefici in favore dell'ippica che, secondo la legge, sono scaduti il 31 dicembre, nonché la proroga a tutto l'anno della validità dell'accordo tra Abi e le imprese per il differimento delle scadenze bancarie.

Il Pd, che oggi avrà una riunione sul milleproroghe, intende presentare due emendamenti sulle pensioni: il primo riguarda i cosiddetti lavoratori «esondati» di aziende fallite, o che si sono licenziati in previsione della pensione a portata di mano nel 2012, o 2013 che, dopo la riforma contenuta nella manovra, rimarranno senza stipendio, senza mobilità e senza assegno. Il secondo concerne i «precoci»: vorrebbe cancellare la penalizzazione dell'assegno pensionistico a carico di coloro che lasciano il lavoro con 42 anni di contributi, non avendo ancora 62 anni di età (su entrambi i temi il governo si è espresso a favore di ordini del giorno presentati durante l'esame della manovra, ndr). Ancora nel centrosinistra si tenterà di cambiare la norma che riguarda l'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali che sarà soppressa, con il trasferimento delle attività al ministero delle infrastrutture, nel caso in cui, entro il 31 marzo, non sarà adottato lo Statuto e non saranno stabiliti i decreti attuativi della manovra relativi all'organismo. Probabili, infine, emendamenti per i corretti parametri di dissolvenza nell'ambiente degli shopper (le buste di plastica).

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