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Il microcredito spicca il volo

Quaranta milioni di euro, di cui dieci provenienti dagli emolumenti «autoridotti» dei parlamentari del M5s, per sovvenzionare giovani imprenditori e professionisti (o aspiranti tali), purché titolari di partita Iva da meno di cinque anni, privi di «idonee garanzie» per chiedere e ottenere il prestito in banca. Apre ufficialmente i battenti il bando del ministero per lo sviluppo economico (come da decreto 176/2014) che rende noto che la prossima settimana emanerà un nuovo provvedimento applicativo comprendente una serie di novità, in base alle quali gli interessati al finanziamento da 25.000 euro (che possono salire fino a 35.000) nel 2015, «potranno prenotare direttamente la garanzia sul sito istituzionale del Fondo centrale, vigilato dal dicastero, prima di recarsi da uno degli operatori del microcredito che opereranno prossimamente sul mercato». Nel frattempo, in vista di un clic day «all’inizio del mese di aprile con cui prenotare le risorse» sul portale ministeriale, il M5s e il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro tracciano, nel corso di una conferenza ieri mattina, a Montecitorio, la road map per i potenziali beneficiari, ossia ideatori di start-up, ma anche persone alla guida di aziende che vogliano incrementarne la competitività, poi «lavoratori autonomi che hanno fino a cinque dipendenti e titolari di partita Iva da non oltre cinque anni, società di persone, srl semplificate, associazioni, cooperative per l’avvio, o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di microimpresa, società tra professionisti». Luigi Di Maio, deputato «pentastellato» e vicepresidente della camera, riferisce che ad aprile «si potrà compilare il form online» e, se la richiesta andrà in porto, si otterrà il voucher da consegnare all’intermediario bancario «per riscuotere la somma. Non si tratta, però, di un finanziamento a fondo perduto», evidenzia (una fetta rilevante della dotazione, quasi 10 milioni, arriva dal taglio degli stipendi di onorevoli e senatori del suo Movimento dal 2013 ad oggi, «e vogliamo, dunque, i soldi siano impiegati bene»). Alle spalle dev’esserci un piano imprenditoriale serio che consentirà, fatta decollare o rimessa in moto l’attività di procedere, entro sette-dieci anni, alla restituzione del prestito. Ecco i punti salienti del piano: l’assenza di garanzie reali in capo all’utente finale, in mancanza delle quali il Fondo copre l’80% delle somme stanziate, la garanzia fornita «senza la valutazione economico-finanziaria del gestore del Fondo» che viene rilasciata «a titolo gratuito» e, in virtù di queste caratteristiche, l’iter procedurale, anticipa Di Maio, sarà veloce, pari a sei-sette giorni». Se dal M5s arriva un plauso all’operato della categoria coinvolta nella riuscita dell’iniziativa («non avremmo fatto molto» senza di essa), la presidente del Consiglio nazionale consulenti del lavoro, Marina Calderone, forte, ricorda, di un’assistenza già prestata a «un milione e 250. mila pmi», dichiara che i professionisti che rappresenta «non potevano rimanere insensibili dinanzi a una richiesta di collaborazione» simile. E che, oltre a diffondere negli studi i dettagli del bando, i colleghi saranno pronti ad aiutare le persone nella verifica dei requisiti e nella compilazione delle domande.

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