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Il mercato «snobba» i tribunali

«Berlusconi in attesa di giudizio? Ma non era già stato condannato?». All’estero, i trader operativi sul rischio-Italia tagliano corto sulle vicende giudiziarie del leader del centrodestra, che non li appassionano in questa tranquilla estate: la materia è estremamente complessa, troppo, e hanno perso la speranza di riuscirne a valutare tempi, procedure e implicazioni politiche. Comprare o vendere BTp scommettendo su quello che avviene nelle aule dei tribunali italiani è fuori discussione. Così sui radar degli investitori stranieri, la sentenza definitiva della Corte di Cassazione ieri non risultava affatto o se c’era, era impercettibile in un contesto complessivo internazionale che va tutto a vantaggio dell’Eurozona periferica. Aiutati da una forte dose di pragmatismo, in molti sui mercati internazionali ritengono che qualsiasi sia la sentenza definitiva, la sostanza delle cose non cambierà, quella di un Berlusconi che continuerà a muoversi da protagonista sulla scena politica italiana, persino confinato dietro le quinte, mettendo in difficoltà Governo Letta e PD. Gli operatori finanziari italiani, invece, si sono dati un bel daffare in questi giorni per dipanare la matassa dei processi berlusconiani a partire da quello Mediaset: per poi giungere, in molti, alla stessa conclusione dei traders esteri, e cioè, che quel che può smuovere seriamente i prezzi dei BTp, al rialzo o al ribasso, saranno eventi più eclatanti e concreti come la caduta improvvisa del Governo Letta, il ritorno alle urne in tempi stretti, e i fondamentali, la tenuta dei conti pubblici, la solidità della ripresa economica.
«Nessuno si aspetta che dopo la sentenza della Cassazione, qualsiasi essa sia, sul breve termine vi sarà un grande impatto su BTp e spread: un’eventuale interdizione dai pubblici uffici per Berlusconi dovrà concretizzarsi con una votazione al Senato, dai tempi lunghissimi ed esiti incerti, e il quadro politico resta confuso sul se e sul quando Pdl o Pd toglieranno la spina al governo Letta per indire elezioni che il presidente della Repubblica vuole evitare a tutti i costi», ha commentato lo strategist di una banca tedesca a Francoforte, sostenendo che i mercati si sono rassegnati ad accettare un’Italia che «vivacchierà» ancora per molto. «I mercati sono indulgenti con l’Italia, in questo momento, perchè il contesto complessivo internazionale è favorevole, sia per le prospettive di crescita negli Usa e nell’Eurozona sia per le politiche ancora accomodanti delle banche centrali,di Fed e Bce. La marea questa volta favorisce l’Italia, anche se il Governo Letta non sarà in grado di varare le riforme che servono di più a un’Italia che è seconda solo alla Grecia per il tasso di corruzione ed è tra i Paesi meno competitivi dell’Eurozona: i mercati per ora tollerano i margini di azione molto limitati di questo Esecutivo» ha commentato Riccardo Barbieri, managing director e chief European economist di Mizuho International. «Qualche piccolo segnale di ripresa c’è, l’Italia dovrebbe uscire dalla recessione nel terzo trimestre di quest’anno, i dati sulla fiducia delle imprese e sulla produzione industriale sono in lieve miglioramento. E da ora fino alla fine di agosto non ci saranno aste, e questo è positivo. Ma non bisogna dimenticare che nonostante i mercati siano tranquilli, un evento improvviso può far cambiare repentinamente direzione: e non mi riferisco alla sentenza della Cassazione su Berlusconi ma piuttosto alla caduta inaspettata del Governo Letta senza riforma elettorale, con il rischio di un nuovo stallo politico». Per Fabio Fois, Southern European economist di Barclays, «il mercato è in una posizione di attesa in questo momento. Le potenziali ramificazioni del dopo-sentenza sono molto complesse e gli investitori restano alla finestra, in attesa che gli scenari si definiscano. Quel che potrebbe pesare maggiormente nei prossimi mesi è il rischio di elezioni anticipate, in particolar modo se dovessero svolgersi con l’attuale riforma elettorale, e potenzialmente l’esito del congresso del PD in autunno. Il rendimento del BTp decennale per questo si sta mantenendo all’interno di una banda di oscillazione che va grossomodo dal 4,30% al 4,90%: nessuno si aspetta nel breve termine che la situazione politica diventi ingestibile». A scuotere i mercati, dunque, non sarà la Corte di Cassazione di per sé ma il modo in cui Berlusconi e PD reagiranno alla sentenza: e l’asta dei BTp ieri ha dimostrato che gli scenari apocalittici immediati non sono per ora in agenda.

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