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Il mercato scommette sulle mosse della Bce Btp, tassi ai minimi

Così in basso i rendimenti dei Btp decennali non erano mai andati. Il calo sotto il 2%, a 1,97% che si è verificato ieri e che rappresenta il minimo di sempre per il titolo di riferimento del mercato, ha spinto nella discesa anche lo spread con i Bund tedeschi di uguale durata, calato a quota 123 punti percentuali. Era dall’aprile 2011, prima dell’esplosione delle tensioni sul debito sovrano dell’Italia, che non si vedeva un livello così contenuto. Si tratta di una tendenza in atto da tempo ma ieri ad accentuare la cautela dei mercati ha contribuito anche l’attesa per le decisioni che oggi prenderà il comitato direttivo della Bce che per la prima volta si riunirà nella nuova sede di Grossmarkthalle, a Francoforte. 
I governatori dell’eurozona avranno sul loro tavolo le nuove previsioni sulla crescita e sull’inflazione che guideranno la discussione e le decisioni, anche se sono in pochi a scommettere sull’avvio sin da subito di un’azione forte di Quantitative easing, quale sarebbe l’acquisto massiccio di titoli pubblici. Un’ipotesi questa che secondo il principale oppositore, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, andrebbe oltre il mandato della Bce. Resta comunque l’impegno «unanime» preso dall’intero consiglio, e ricordato a più riprese dal presidente Mario Draghi, ad agire con azioni straordinarie nel caso la situazione, in particolare sul fronte dell’inflazione, dovesse peggiorare. E resta l’aspettativa degli investitori per un segnale rassicurante di Draghi. Il numero uno della Bce ha promesso un’azione per riportare «senza ritardi» il tasso d’inflazione vicino all’obiettivo del 2%, ma forse anche l’analisi più approfondita dell’andamento dei prezzi, in relazione alla rapida caduta del costo del petrolio, potrebbe consigliare più prudenza.
Anche le Borse europee ieri sono state positive, chiudendo tutte in rialzo tranne Londra. Piazza Affari in particolare ha guadagnato l’1% a 19.978,32 punti grazie al buon andamento dei titoli Fca e delle banche nonostante l’agenzia di rating Fitch abbia confermato ieri l’outlook negativo sul settore, pur ratificando la diminuzione del rischio. E mentre negli Usa il Beige book (il rapporto della Federal Reserve) conferma «l’espansione» dell’economia e l’ottimismo per il futuro, sull’Europa è tornato ad aleggiare il timore per l’evoluzione della crisi della Grecia. I negoziati per verificare lo stato di attuazione delle misure richieste dalla troika (Commissione Ue, Fmi e Bce) per erogare l’ultima tranche del prestito di 1,8 miliardi di euro sono infatti in una fase di stallo. Ad Atene si discute in particolare dell’intervento di modifica del sistema previdenziale che la maggioranza di governo non vuole. «Siamo pronti ad un accordo ma nessuno accetterà mai pressioni irragionevoli e ingiustificate» ha detto ieri il premier Antonis Samaras.
L’attesa per la Bce ha indebolito anche l’euro scambiato ieri attorno a 1,23 dollari. Con il prezzo dell’oro in rialzo nonostante il rafforzamento del biglietto verde le quotazioni petrolifere hanno registrato un lieve recupero, con il Brent comunque sopra i 70 dollari al barile e con il diffondersi di voci di un nuovo imminente incontro straordinario dell’Opec.

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