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Il mercato dell’auto continua a correre

Cresce ancora il mercato dell’auto in Europa. Cresce, per il ventesimo mese consecutivo, del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le immatricolazioni nei paesi dell’Unione europea allargata (Eu28) e dell’Efta sono state, il mese scorso, 1.209.551. Guardando all’intero primo quadrimestre dell’anno, la crescita rispetto al 2014, è stata dell’8,1 per cento.
Il Centro Studi Promotor guidato da Gian Primo Quagliano rileva come il ritmo di crescita abbia rallentato rispetto a marzo (+10,8%) e al trimestre precedente (+8,6%), «ma è compatibile con l’ipotesi di una crescita del mercato della Ue nell’intero 2015 compresa tra il 9 e il 10%, che dovrebbe consentire alle immatricolazioni nell’area di recuperare quasi metà del terreno perduto tra il 2007 e il 2014».
In questo contesto, Fiat Chrysler mette a segno un risultato quasi doppio rispetto al mercato e cresce del 13,4%, con 79mila vetture sul mercato – meglio fa soltanto il gruppo Renault, con una crescita del 15,3% – e una quota di mercato che sale dal 6,2 al 6,5. per cento. Con Panda e 500 che dominano il segmento A, la 500X tra le top Five e la 500L in testa nel suo segmento, mentre la Renegade continua a trainare i risultati della Jeep.
Per Gianmarco Giorda, direttore dell’Anfia (Associazione della filiera dell’auto), quello messo a segno in Europa ad aprile «è il miglior risultato, in termini di volumi, da aprile 2009 e prosegue un graduale trend di ripresa». Alla crescita a due cifre dell’Italia (+24,2%), emersa dai dati diffusi a inizio maggio, si sono affiancati i risultati di Regno Unito (+5,1%), Germania (+6,3%), Spagna (+3,2%) e Francia (+2,3%). «Le dinamiche di questi mercati, confrontate con il periodo pre-crisi – aggiunge Giorda – mostrano come la Germania stia recuperando i livelli di mercato del 2007, mentre il Regno Unito, che li ha già superati, vada verso un consolidamento della domanda, a fronte di un mercato italiano e spagnolo con volumi ancora inferiori di oltre il 40% rispetto al 2007».
In linea generale, i dati di aprile mettono in luce, come spiega Gian Primo Quagliano, «che sono soprattutto i mercati dell’Eurozona a guidare il recupero con una crescita del 7,2%, mentre per i paesi non euro la crescita è del 6%». Nell’Eurozona poi i recuperi più consistenti vengono fatti registrare, aggiunge, dai mercati più fortemente penalizzati dalle politiche di austerity, a cominciare da Italia, Grecia e Portogallo.
Un vero e proprio «rimbalzo» lo definisce il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, «riuscito sino ad oggi solo alla Spagna, con +23,9% nel primo quadrimestre, molto aiutata dal piano statale Pive per sostenere la domanda». In Italia invece, aggiunge Pavan Bernacchi, «nella totale assenza delle istituzioni, le uniche iniziative arrivano dalle promozioni delle case e dal sacrificio dei concessionari, costretti a rinunciare a gran parte delle proprie marginalità per alzare i volumi». Solo un programma governativo di serie misure di sostegno alla domanda privata come Iva agevolata, interventi a favore della detraibilità e deducibilità per gli acquisti «potrebbe determinare una svolta strutturale in un momento in cui si riscontrano segnali di reattività del mercato».
Sulla stessa linea la lettura che arriva dall’Unrae: «Il poderoso sostegno commerciale delle case produttrici e delle reti commerciali non è finanziariamente sostenibile nel medio e lungo periodo » sottolinea il direttore Romano Valente. Produttori e concessionari, ha aggiunto, «si stanno sostituendo allo Stato nell’esigenza di ringiovanire il parco circolante. A questo ritmo di sostituzione, tuttavia, si impiegheranno molti anni per rinnovarlo significativamente. Occorre, invece che questo processo sia accelerato con misure fiscali per famiglie e imprese».

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