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Il market abuse scatta già nelle fasi preliminari

Market abuse esteso non solo alle decisioni di una società quotata, ma anche a tutte le fasi che la precedono. Lo chiarisce la Corte di giustizia europea con la sentenza, depositata ieri, nella causa C-19/11. La Corte fornisce così un’interpretazione allargata della direttiva 2003/6 che vieta gli abusi di informazioni privilegiate e impone agli emittenti di strumenti finanziari di rendere pubbliche, appena possibile, le informazioni privilegiate che li riguardano direttamente. Un’«informazione privilegiata» è definita come un’informazione che ha un carattere preciso, che non è stata resa pubblica, che riguarda, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari e che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di questi strumenti finanziari oppure sui prezzi di strumenti finanziari derivati connessi.
La direttiva 2003/124 contiene invece una definizione più sottile della nozione di «informazione avente un carattere preciso»: l’informazione deve fare riferimento ad un complesso di circostanze esistente o di cui si possa ragionevolmente ritenere che verrà ad esistere o ad un evento verificatosi o di cui si possa ragionevolmente ritenere che si verificherà.
A chiamare in causa la Corte Ue era stata la Corte federale di giustizia tedesca chiedendo ai giudici europei di chiarire la nozione di «informazione avente un carattere preciso». I giudici tedeschi chiedevano in particolare se un’informazione precisa sulle dimissioni del presidente del consiglio di gestione di Daimler poteva esistere prima della decisione del consiglio di sorveglianza stesso del 28 luglio 2005. Infatti, il 17 maggio 2005 il presidente aveva già anticipato la sua intenzione di dimettersi al presidente del consiglio di sorveglianza; in seguito, anche altri membri del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione ne erano stati informati.
Con la sentenza, la Corte risponde che, in una fattispecie a formazione progressiva diretta a realizzare una determinata circostanza o a produrre un certo evento, possono costituire informazioni con un carattere preciso non solo questa circostanza o questo evento, ma anche le fasi intermedie di tale fattispecie collegate al verificarsi di questi eventi.
Infatti, una fase intermedia di una fattispecie a formazione progressiva può essa stessa costituire un complesso di circostanze o un evento, secondo il significato comunemente attribuito a tali espressioni. Questa interpretazione oltretutto, si spingono oltre i giudici, non vale soltanto per le fasi che esistono già o che si sono già prodotte, ma anche per le fasi di cui si può ragionevolmente ritenere che esisteranno o che si verificheranno.

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