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Il marchio Burani va in fallimento, rivolta dei commissari

MILANO — Il tribunale di Reggio Emilia ieri mattina ha decretato il fallimento di Mariella Burani.
Un fulmine a ciel sereno per i commissari (Rossella Strippoli, Giampiero Martini e Francesco Ruscigno) impegnati da due anni nel salvataggio del gruppo di Cavriago e proprio in queste ultime settimane coinvolti in una trattativa serrata con un possibile acquirente. «Mentre la terra trema — sottolinea con enfasi Rossella Strippoli — e mentre da più parti si chiede di aiutare le imprese emiliane a ripartire, la sezione fallimentare del tribunale ha deliberato sulla conversione dell’amministrazione straordinaria di Mariella Burani in fallimento, nonostante i commissari abbiano presentato istanza per le trattative avanzatissime e non abbiano ancora depositato la relazione finale, sulla quale si attendeva il parere del comitato di sorveglianza il 12 giugno». Oltretutto alla vigilia del varo di un decreto legislativo «salva Emilia», continua Strippoli, a cui mancherebbe solo la firma dei ministri competenti che sospenderebbe i «termini civili» per le aziende della regione colpita dal sisma. I commissari non hanno preso bene la decisione del giudice Luciano Varotti, tanto da annunciare che «sarà presentato reclamo in Appello, per le anomalie normative» di questo intervento. Secondo Strippoli, tra gli aspetti discutibili, c’è sicuramente «la nomina di tre curatori» anziché uno, «un aggravio inutile di costi per lo Stato». «Mi chiedo come mai tutto il lavoro svolto fino ad oggi possa essere buttato via. A chi serve dichiarare il fallimento? Quali vantaggi avranno i creditori da questa scelta?».
Con il fiato sospeso per le sorti del gruppo emiliano, cuore produttivo dell’ex impero della famiglia Burani, travolto dalle vicende giudiziarie che lo hanno portato al crac, anche i circa 200 dipendenti che non hanno mai smesso di sperare. Oggetto della vendita è il polo produttivo di Cavriago con un portafoglio marchi che va da «Le donne di Mariella Burani», a «Mariella Burani», «Burani Collezioni», tutti di proprietà, e le licenze Alessandro dell’Acqua, Ungaro Fucsia, Lancetti, Linea Mw-Matthew Williamson.

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