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Il lusso accende il redditometro

di Antonio Criscione e Giovanni Parente

Attenzione a non esagerare con le spese di lusso: abbonamenti a pay tv, cure in centri benessere ma soprattutto auto di grossa cilindrata e imbarcazioni. Nel nuovo redditometro rischiano di contribuire in modo notevole a far lievitare il reddito atteso dal Fisco. Spesa per spesa, risparmio per risparmio saranno pesati secondo un calcolo statistico (gli esperti la chiamano «regressione multipla») per arrivare a un reddito stimato su scala familiare. In pratica, l'effettiva rilevanza delle spese sostenute sarà calibrata con riferimento a territorio di residenza e ampiezza del nucleo. Tuttavia alcune uscite per beni voluttuari (non di prima necessità) avranno un "impatto" maggiore, come dimostra l'esempio di un contribuente tipo riportato nel grafico in basso: il presupposto di partenza è, infatti, che per fare un acquisto di importo elevato occorrerà averne sostenuto altre che "normalmente" sono più essenziali.

Nel vecchio redditometro (ma ancora applicato agli accertamenti) i coefficienti erano molto alti in quanto le spese "intercettate" dal Fisco erano estremamente limitate. Ad esempio, avere una colf (non essendo un fenomeno così diffuso in passato) pesava molto di più. Ora una ricostruzione molto più dettagliata delle abitudini dei contribuenti attraverso le banche dati a disposizione dell'amministrazione finanziaria riduce il valore di questi indicatori, che in ogni caso non saranno fissi ma varieranno a seconda della composizione delle famiglie (queste ultime sono suddivise in 55 cluster che articolano in cinque ambiti territoriali le 11 famiglie tipo dell'Istat) e dello stesso paniere delle spese.

Ma concretamente cosa cambia? Secondo quanto indicato dall'agenzia delle Entrate nella presentazione dello scorso 25 ottobre (si veda «Il Sole 24 Ore» del giorno successivo), gli investimenti, ad esempio, saranno considerati in un arco temporale di tre anni. Nell'ipotesi di un contribuente tipo considerata nella grafica qui sotto, questo comporterà che il valore considerato sarà inferiore a uno, ovvero la destinazione delle proprie disponibilità economiche in investimenti è destinato a non pesare per l'intero importo nel redditometro.

La presenza di una spesa tra quelle considerate (per esempio quelle per gli animali domestici o per la pay tv o per l'acquisto di elettrodomestici) non fotografa la "ricchezza", bensì la capacità di effettuare un esborso che poi si rapporta al reddito dichiarato. Una spesa per un'auto di media cilindrata rischia così di diventare non congrua per chi dichiara un reddito molto modesto.

Le prime simulazioni dell'agenzia delle Entrate (anticipate ieri dal Sole 24 Ore) mostrano che la ricostruzione "sintetica" del reddito non si basa più su singole voci, ma su più tipologie di spese. Questo dovrebbe ridurre anche la possibilità di scambiare comportamenti "anomali" (come spese ingenti fatte per finanziare una passione personale, a scapito anche di qualche spesa essenziale) come sintomo di evasione. Sarà infatti la possibilità di sommare più comportamenti "anomali" che porterà all'attribuzione del reddito stimato e sul quale il contribuente sarà poi chiamato prima a integrare le informazioni in possesso delle Entrate e successivamente a presentarsi all'eventuale contraddittorio.

Il nuovo strumento punta, infatti, a ricalcare il meccanismo adottato dagli studi di settore per cercare di arrivare a un reddito stimato più in linea con il reale tenore di vita del contribuente. E proprio ai soggetti che già hanno "toccato" da vicino il meccanismo degli studi e di Gerico il nuovo redditometro chiede un contributo per la messa a punto. Saranno, infatti, le categorie produttive a sperimentare da oggi il software in vista del rilascio della versione definitiva prevista per la prossima primavera e prima dell'inizio della tornata dichiarativa. Il nuovo redditometro – nelle intenzioni dell'amministrazione finanziaria – punta a essere soprattutto un incentivo alla compliance, ossia all'adeguamento spontaneo del contribuente.

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