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Il leasing segna ancora il passo

Un trend negativo destinato a proseguire. È quello del calo dello stipulato che resterà l’elemento caratterizzante per l’industria del leasing anche nel prossimo futuro. A rilevarlo sono le previsioni di Assilea, l’associazione degli operatori: gli investimenti delle imprese e lo stipulato dovrebbero continuare a seguire quell’andamento negativo che ha riportato il settore ai livelli del 2009.
Con l’Osservatorio «Il leasing in un contesto di analisi settoriale», realizzato da Prometeia e Assilea, sono stati analizzati i sei principali comparti del leasing, pari a circa la metà dello stipulato nel 2011. A fine anno, secondo Maurizio Lazzaroni, presidente di Assilea, il valore dello stipulato dovrebbe aggirarsi intorno ai 15 miliardi con un calo di circa un terzo rispetto al 2011.
Le cose potrebbero, ma il condizionale è d’obbligo, andare leggermente meglio il prossimo anno. «Le previsioni parlano di una leggera crescita delle operazioni nella seconda metà del 2013 – aggiunge Lazzaroni – con un effetto anticipatore sul Pil». Se queste attese si avvereranno, il calo dello stipulato troverà un argine, arrestando la caduta degli ultimi tre anni attestandosi a quota 15-16 miliardi di euro.
Sono solo due i comparti che nei prossimi mesi potrebbero beneficiare di un trend positivo. Nella meccanica per la «migliore capacità di investimento conseguente alla crescita spinta dal l’export» nel 2013 dovrebbe far tornare il binomio investimenti e leasing a livelli superiori a quelli del 2011. Bene anche l’industria energetica, “mossa” soprattutto dalle rinnovabili, mentre il mondo dei servizi viene visto stabile. Continueranno a soffrire gli altri comparti, tra cui «il leasing nautico, l’auto aziendale e quello del real estate», sottolinea il presidente.
Migliori le prospettive che arrivano dal segmento ristrutturazioni, grazie alle agevolazioni del decreto Sviluppo. Un pesante peggioramento si profila invece nel commercio per il sommarsi del calo dei consumi e dell’aumento del peso fiscale, fenomeni che dilatano i tempi di ripresa. Per quanto riguarda le regioni che generano le maggiori quote di stipulato, l’Osservatorio evidenzia la macroarea dal Piemonte al Veneto e il Lazio: qui si realizzano circa i due terzi dello stipulato.
A livello di confronto internazionale, nel 2011 si assisteva a un’Europa a due velocità: Germania e Francia in crescita, Italia e Spagna in forte rallentamento. Ora in base ai dati relativi al primo semestre, si assiste a una stasi dello stipulato a livello europeo. «Le attese sono di un ridimensionamento delle operazioni di leasing a livello europeo – aggiunge Lazzaroni – alla luce di un contenimento dei budget destinati agli investimenti». In un continente dove regna l’incertezza le società di leasing puntano a offrire anche finanziamenti finalizzati per l’acquisto di strumenti e beni d’importo contenuto. «Del resto, come rileva Prometeia, rispetto ai livelli pre crisi Italia e Spagna hanno visto un calo di circa il 20% del fatturato dell’industria, la Germania è ormai sugli stessi livelli di inizio 2008 e la Francia, seppur negativa, paga meno di dieci punti».
Segnali più confortanti dalla meccanica: se da un lato permane il divario di performance con l’industria tedesca, l’Italia è stato il mercato più dinamico rispetto a Francia, Spagna e Regno Unito.

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