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Il leasing nel 2014 sfiora i 16 miliardi

Ha sfiorato i 16 miliardi di euro l’importo erogato a imprese e professionisti dalle società di leasing nel 2014 (+9% rispetto al 2013), segnale di un possibile avvio della ripresa economica. Buoni i risultati per i tre principali comparti: auto, beni strumentali e immobiliare. A sostegno della dinamica positiva le misure fiscali e di semplificazione introdotte dalla legge di Stabilità 2014.

Un anno vissuto positivamente, il 2014, per il leasing in Italia. Il bilancio appena presentato da Assilea – l’associazione che rappresenta la quasi totalità degli operatori – e in parte già annunciato dai dati di metà anno (si veda Il Sole 24 Ore del 28 luglio scorso) oltre a essere soddisfacente, rappresenta una buona base per le aspettative di ripartenza dell’economia nel suo complesso, considerato che il leasing in genere fa da precursore nelle fasi di ripresa economica, così come invece – nei periodi congiunturali di crisi – si trova a evidenziare performance particolarmente negative.
I risultati
Nel 2014 sono stati stipulati oltre 317mila nuovi contratti per un totale di quasi 16 miliardi di euro, mettendo a segno rispetto al 2013 un incremento del 10,73% come numero e dell’8,9% in valore. Ma i rialzi sono ancora più marcati (rispettivamente +10,9% e 14,4%) se si esclude il comparto energy (l’unico con segno negativo, soprattutto a causa della contrazione nel fotovoltaico, in fase di arretramento per lo stop al conto energia dopo anni comunque di forte crescita).
Una variazione positiva – questa degli investimenti produttivi finanziati attraverso il leasing – sostenuta in particolare dalle misure contenute nella legge di Stabilità 2014. Dal gennaio 2014 sono state infatti introdotte una serie di semplificazioni sulla fiscalità del leasing, un’anticipazione dei tempi di ammortamento fiscale degli investimenti finanziati (la metà rispetto a un acquisto di un bene strumentale e 12 anni per l’acquisto di un immobile strumentale), l’estensione della deducibilità dei canoni anche ai professionisti per l’acquisizione degli immobili strumentali alla loro attività.
Con il consuntivo di dicembre si consolidano quindi i trend già osservati nel corso dell’anno, con una sensibile crescita su tutti i comparti (si veda la grafica a fianco).
A far la parte del leone, se si guardano i valori, il comparto dei beni strumentali, seguito dall’auto e quindi dall’immobiliare.
Il primo (che comprende tutti i beni operativi, dagli arredi per l’ufficio, ai macchinari per la produzione fino ai dispositivi informatici) ha totalizzato infatti oltre 6 miliardi di euro (+5,6%), per un totale di 137mila contratti stipulati (+8,9%), con incrementi ancora più rilevanti nel leasing operativo (circa un quarto in più rispetto al 2013).
Nell’auto (5,3 miliardi di euro per 175mila operazioni nel 2014), gli incrementi messi a segno sono a doppia cifra: + 10,4% (valore) e +12,3% (numero), con la sola eccezione dei veicoli industriali, segmento che maggiormente si è trovato a segnare il passo sotto il peso combinato della crisi economica e dei costi (come carburanti e accise).
Ma a registrare il delta più marcato è l’immobiliare che ha sfiorato il 40% di aumento, superando i 4 miliardi di euro per circa 4mila nuovi contratti (+22% circa), portando il valore medio di un’operazione a un milione di euro. A mettersi in evidenza in particolare i finanziamenti nell’immobiliare costruito (2,8 miliardi il valore, quasi il 50% in più).
Si è ampliato inoltre il numero delle società di leasing che hanno registrato dinamiche positive di business: su un totale di 65 sono salite a 36 nell’auto (dalle 21 del 2013) e a 20 nell’immobiliare e nello strumentale (dove l’anno prima erano rispettivamente sette e 17 a dichiarare contratti in crescita).
Momento favorevole
«I risultati del 2014 del leasing sono un indicatore rappresentativo della capacità di ripresa economica del Paese – commenta Corrado Piazzalunga, presidente di Assilea e amministratore delegato di Unicredit Leasing -. A questo punto è auspicabile un intervento del Governo con una norma civilistica sul leasing che dia certezza agli operatori italiani ed esteri: il veicolo ideale è rappresentato dal prossimo Investment compact».
Che possa essere un momento favorevole per l’avvio del piano allo studio del governo Renzi (il programma volto ad avviare investimenti, soprattutto dall’estero, e favorire lo sviluppo delle Pmi innovative, in particolare con regole certe e non soggette a modifiche in modo retroattivo per i grandi investitori, ndr) emerge anche dalla produzione industriale e dal trend degli ordini, che, secondo le ultime rilevazioni Istat, evidenziano una dinamica di crescita di segno positivo.

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