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Il Lavoro: dalle Casse riforme corrette

Casse di previdenza dei professionisti promosse all’esame di sostenibilità sui 50 anni. Ieri il ministero del Lavoro, con una nota ufficiale, ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi in occasione del congresso del notariato da Edoardo Gambacciani, direttore generale per le politiche previdenziali dello stesso dicastero (si veda «Il Sole 24 Ore» del 17 novembre).
Gli enti privati di previdenza, secondo quanto previsto dal decreto Salva Italia di fine 2011, erano chiamati a garantire l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per le pensioni secondo i bilanci tecnici dei prossimi 50 anni. Per raggiungere questo obiettivo, più di una Cassa ha dovuto modificare in modo consistente il sistema utilizzato in precedenza. «Le misure più frequentemente adottate dagli enti – si legge nella nota diffusa dal ministero – per conseguire l’obiettivo della sostenibilità cinquantennale hanno riguardato l’innalzamento dei requisiti di accesso al pensionamento, l’elevazione delle aliquote contributive, la rimodulazione delle aliquote di rendimento della pensione, l’adozione del sistema contributivo, ovvero del retributivo sostenibile con l’ampliamento della base pensionabile all’intera vita lavorativa e la rideterminazione delle soglie di perequazione dei trattamenti pensionistici».
Tra gli interventi più complessi e innovativi c’è quello definito da Inarcassa, con alcuni parametri qualificanti quali i coefficienti di trasformazione per coorte (in pratica, discriminante è l’anno di nascita) e l’accredito figurativo per i giovani, tanto da spingere il presidente Paola Muratorio ad affermare che «il nostro contributivo è una rivoluzione che ci pone all’avanguardia di molti Paesi europei». All’appello manca, per il momento, la Cassa dei ragionieri che ha approvato la riforma il 10 novembre, e non ha quindi inviato la documentazione al ministero entro il 30 settembre come richiesto dalla norma.
Il ministro Elsa Fornero ha sottolineato anche la particolare attenzione riservata alle esigenze di tutela delle nuove generazioni, ha giudicato i provvedimenti adottati «una risposta corretta e responsabile». In prospettiva, però, il ministro «formula l’auspicio che il percorso intrapreso possa arricchirsi attraverso l’avvio di sinergie e di iniziative di condivisione tra i medesimi enti, a partire dalla realizzazione di strumenti di welfare allargato, nell’ottica di un moderno disegno di sostegno solidale».
Un invito, quello della condivisione dei servizi, ben accolto da Andrea Camporese, presidente del l’Adepp, l’associazione che riunisce 20 Casse con 1,3 milioni di professionisti: «Esprimo grande soddisfazione per un risultato perseguito con determinazione attraverso una spinta riformatrice profonda e inequivocabile. Gli enti privati riaffermano di avere i conti in regola a garanzia dei propri iscritti, ma restano aperte le grandi partite del mercato del lavoro e della crescita del Paese. Siamo impegnati a lavorare per assistere la parte debole dei professionisti, i giovani, in una visione di autonomia gestionale che non chiede nulla allo Stato. È importante proseguire sulla strada della condivisione dei servizi che anche noi auspichiamo insieme al ministro. Un corretto accesso universitario, la riduzione delle difficoltà burocratiche e di sistema e una serie di politiche anticicliche a favore dell’eccellenza possono essere elementi preziosi per il futuro».
Camporese sottolinea inoltre «un ultimo tema rilevante, quello del welfare allargato che, pur nella separazione di previdenza e assistenza, deve crescere e articolarsi in una logica di accompagnamento del professionista dall’entrata nel mondo del lavoro al percepimento della pensione. In questo senso la battaglia per una politica di vantaggio fiscale destinata alla crescita delle protezioni sociali resta per noi centrale e rappresenta anche per lo Stato la possibilità di ridurre le proprie coperture rispetto a una rilevante crescita del l’aspettativa di vita».
Soddisfazione anche dei vertici dell’Enpam, la Cassa con il maggior numero di iscritti, che già il 15 novembre aveva avuto conferma da parte del ministero di “aver superato gli esami”. «C’è stato un grande senso di responsabilità della categoria – commenta il presidente Alberto Oliveti –. Recepiamo le indicazioni del ministro sulle sinergie, condivisibili in questo periodo di longevità crescente e di economia recessiva, con la necessità di ridurre costi e sprechi. Ora credo si debba affrontare la sfida di definire non solo il welfare allargato ma il workfare allargato, cioè prestare la massima attenzione al collegamento studio-lavoro-pensione. Un aspetto in cui le Casse potranno fare la loro parte».

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