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Il governo striglia la maggioranza oggi la fiducia sulla spending review

ROMA — Monti pensa di “blindare” la maggioranza. Alla vigilia della missione europea a Parigi, Helsinki e Madrid, il premier non vuole lasciare una situazione politica sull’orlo dell’ennesima crisi di nervi, questa volta per via della riforma elettorale. Già oggi perciò al Senato, il governo dovrebbe mettere la fiducia sulla spending review. Certo per accelerare su un provvedimento tanto delicato quanto importante, ma anche per chiedere (e ottenere) un segnale concreto sulla tenuta della coalizione Pd-Pdl-Udc, che sostiene il suo governo. La tensione nell’alleanza ABC (Alfano, Bersani, Casini) è del resto altissima. Neppure gli sherpa di Pdl e Pd (Verdini e Migliavacca) si sono più sentiti dopo la mossa di Alfano che ha annunciato una proposta di legge elettorale pidiellina e il voto a maggioranza, se i Democratici faranno gli schizzinosi. Una provocazione, un colpo di mano: l’ha giudicato Bersani, minacciando la rottura. Ma il Pdl non fa retromarcia. E Ignazio La Russa, uno dei coordinatori del partito di Berlusconi, alza anzi l’asticella della sfida e avverte: «Non speri la sinistra di fare come negli anni Settanta, cioè di fare un arco costituzionale per escludere la Lega. Se la sinistra pone veti, non c’è nulla di antidemocratico nel formare una maggioranza tra noi e chi ci sta, compresa la Lega». Una spada di Damocle sul governo Monti: secondo il Pd. Bersani denuncia il “doppio tavolo” in cui il Pdl si sta muovendo: da un lato l’intesa ABC, dall’altro il ritorno del matrimonio con il Carroccio. Per Monti non è davvero l’atmosfera giusta per affrontare il rush delle prossime due settimane in Parlamento con il decreto Sviluppo e appunto la spending review in discussione prima della breve pausa d’agosto di Ferragosto. Per questo il Professore vuole chiarezza. Né bastano i pontieri, Pier Ferdinando Casini in testa. Anche Gaetano Quagliariello, il vice capogruppo Pdl al Senato, tenta si smorzare i toni: «Non abbiamo dichiarato lo stato di guerra, soltanto annunciato la nostra proposta così non ci accusano più di fare melina, e comunque è un progetto aperto, il Pd dirà la sua». Però La Russa rincara con un apprezzamento sul governo Monti: «Gli effetti del governo Monti, non dico Monti stesso, non sono graditi all’80% degli italiani». Quindi, un affondo contro la “lista per Monti”, su cui il tam tam è sempre più forte in vista delle elezioni: «Se qualcuno vuole fare una lista Monti, si accomodi, io non sarò tra quelli ».
Crescono anche le reciproche accuse su elezioni anticipate. Fabrizio Cicchitto attacca: «Bersani vuole il voto subito e con il Porcellum ». Replicano i pd Ettore Rosato e Francesco Boccia: «Il Pdl fa tattica sulla pelle del paese ». E Nicola Latorre, vice capogruppo democratico al Senato: «La Russa conferma il doppio gioco del Pdl, da un lato sostengono Monti, dall’altro fanno asse con la Lega sulla riforme: non subiremo questo gioco al massacro ». Oggi e domani saranno giorni cruciali. Non solo perché i leader ABC dovrebbero chiarirsi le idee, anche perché a Palazzo Madama il presidente della commissione Affari costituzionali, Carlo Vizzini ha chiesto ai relatori (Lucio Malan per il Pdl e Enzo Bianco per il Pd) un aggiornamento. «È tempo di parlare chiaro, perché nessuno deve restare con il cerino in mano – afferma Vizzini – se i partiti dicono che si va a votare a ottobre, allora si lavora alla legge elettorale in agosto; ma se il voto anticipato lo si esclude, non vedo il tour de force agostano». Sul suo blog, Beppe Grillo soprannomina ABC «i ladri di Pisa», che vogliono semplicemente escludere il Movimento 5 stelle:«L’Italia intanto affonda. Ci vediamo in Parlamento ». Per bloccare il teatrino, il segretario radicale Staderini propone un confronto in tv sulla
riforma elettorale.

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