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Il Governo: riforme attuate all’80%

ROMA
Le riforme marciano spedite. Parola del Governo. Non solo il decreto legge salva-Italia è quasi all’80% dell’operatività – come segnalato dal Sole 24 Ore di domenica scorsa – ma anche le altre manovre viaggiano su tassi di attuazione analoghi. Lo ha spiegato ieri Palazzo Chigi con una nota in cui si passano in rassegna le sette grandi manovre varate da dicembre a oggi. Tutte, tranne la riforma del lavoro, nate come decreti legge e poi trasformate in legge dal Parlamento.
Resta, dunque, un 20% di articoli e commi ancora da tradurre in pratica: è la parte delle riforme che rimanda a provvedimenti attuativi. Si tratta di circa 420 regolamenti, di cui – come segnalato da Rating24, il tagliando che Il Sole 24 Ore ha avviato da fine agosto sulle riforme del Governo Monti – solo il 9,5% è arrivato in porto.
D’altra parte, l’impalcatura degli interventi messi in piedi dall’Esecutivo Monti è complessa. Basta il numero dei commi a farne intuire l’articolazione: in tutto sono – come specifica il comunicato di ieri del Governo – 2.800. Di questi, 2.337 sono immediatamente applicativi. Ovvero, non hanno bisogno di alcun provvedimento attuativo per diventare operativi. Ed è partendo da questa base – «sia pure con il margine di approssimazione – scrive Palazzo Chigi – che sconta un’analisi basata sul numero dei commi» – che si arriva al tasso di attuazione dell’80 per cento.
Abbandonando il ragionamento dei freddi numeri, in quella percentuale rientrano, per esempio, l’Imu, anticipata a quest’anno dal salva-Italia; la tracciabilità del contante, che si può usare solo per pagamenti fino a mille euro, misura contenuta sempre nel salva-Italia, dove trova posto anche la riforma delle pensioni, pure questa operativa da subito; l’eliminazione delle tariffe minime dei professionisti iscritti a Ordini o Collegi, prevista dal cresci-Italia insieme al tribunale delle imprese; diverse semplificazioni sull’esercizio delle attività commerciali (pane alla domenica, vendita di prodotti agricoli, meno vincoli per il settore dell’autotrasporto) lanciate dal decreto semplifica-Italia. E pure nelle manovre più recenti, quella sullo sviluppo e l’altra di revisione della spesa, ci sono disposizioni che già producono effetti, come la norma con l’obbligo per le farmacie convenzionate di aumentare lo sconto a favore del sistema sanitario o il bonus ristrutturazioni, che fino a giugno 2013 è stato portato dal 36 al 50% con un tetto di spesa fino a 96mila euro.
Insomma, le riforme hanno iniziato a camminare sulle proprie gambe. Come anche Il Sole di domenica ha scritto, indicando proprio gli esempi auto-applicativi citati anche nel comunicato del Governo.
C’è poi quel 90% di decreti attuativi ancora da fare (e che si riferisce al 20% di commi che necessitano di un provvedimento applicativo) su cui l’Esecutivo sta lavorando. Diversi di quei provvedimenti sono ormai fuori tempo massimo (rispetto alla scadenza imposta dal legislatore), mentre per altri il termine è ancora valido e per altri ancora non ci sono vincoli temporali. Sono, tra l’altro, in attesa di un regolamento: l’Isee, il super-Inps, l’organizzazione dell’Ice, l’elenco delle opere incompiute (tutte misure previste dal salva-Italia), i controlli sulle imprese, le liberalizzazioni, la riorganizzazione delle province.
Certo, si tratta di una parte percentualmente minore di disposizioni da rendere esecutive, ma che ha comunque indotto il Governo a istituire a fine agosto una task force per l’attuazione, per monitorare il lavoro ed eventualmente pungolare i ministri a non attardarsi. Anche perché la fine legislatura incombe. E del domani non v’è certezza.

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