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Il governo licenzia sei decreti attuativi della riforma sul lavoro. Nasce anche la nuova agenzia del collocamento

Cassa integrazione estesa anche alle piccole imprese, tra 5 e 15 dipendenti, ma durata dimezzata, per quella ordinaria, a 24 mesi in cinque anni. E criterio bonus-malus per tutti: paga di più chi la usa di più. Nasce il nuovo collocamento, l’Anpal. Viene istituita l’Agenzia unica per le attività ispettive. L’azienda può controllare a distanza il lavoratore, tramite pc, tablet, telefoni aziendali. Spariscono i contratti a progetto. E dal prossimo gennaio quelli finti vengono stabilizzati, ma con molte eccezioni. Più tempo per fruire del congedo parentale e possibilità di trasformarlo in part-time. Questi in sintesi le novità contenute negli ultimi sei decreti attuativi del Jobs Act, licenziati ieri dal Consiglio dei ministri. Due definitivi: riordino dei contratti e conciliazione vita- lavoro. Gli altri quattro destinati all’esame delle commissioni parlamentari. Non c’è però il salario minimo. «È l’unico argomento di delega che non è stato affrontato», conferma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Ma «in un anno tutti i decreti previsti dalla delega lavoro sono stati approvati, un grande lavoro », si rallegra Maria Elena Boschi, ministro per l’Attuazione del programma. E «abbiamo stabilizzato la Naspi a 24 mesi», aggiunge Poletti (dal 2017 si riduceva a 18 mesi).
CO.CO.PRO.
Partiamo da primi due testi definitivi, a breve pubblicati in Gazzetta ufficiale. Il primo riordina i contratti e sancisce la fine di quelli a progetto. Dal primo gennaio 2016 non si potranno più usare i cocopro. E le collaborazioni finte (esclusivamente personali, continuative, con tempi e luogo di lavoro organizzati dal committente) verranno convertite in tempi indeterminati. A meno che il lavoratore sia iscritto ad albi professionali o vi siano accordi collettivi che li consentano. L’azienda che sfora il 20% di contratti a termine sul totale sarà solo multata (50% della retribuzione mensile), non avrà più l’obbligo a stabilizzare. L’impresa potrà demansionare in modo unilaterale (a parità di stipendio). L’apprendistato duale (scuola-lavoro) comincerà già a 15 anni (anziché 17) e potrà durare fino a 4 anni (anziché 3). Il tetto annuo per i voucher passa da 5 a 7 mila euro netti.
CONGEDO PARENTALE
Novità in arrivo anche per i neo-genitori, contenute nel secondo decreto, in vigore tra qualche giorno. Mamme e papà saranno liberi di scegliere tra congedo parentale (massimo sei mesi) e part-time, con limiti di età più estesi. Fino a 12 anni del bambino (ora è 8 anni), per usufruire del congedo non retribuito. E fino a 6 anni (contro i 3 attuali) per quello retribuito al 30%. Si introduce per la prima volta anche il diritto a chiedere il part-time al posto del congedo e si riduce da 15 a 5 giorni il tempo di preavviso al datore. La misura è «permanente», varrà dunque anche oltre il 2015, conferma Filippo Taddei, responsabile economico del Pd.
CONTROLLI E ISPEZIONI
L’azienda potrà controllare il dipendente (anche tramite i dispositivi di ultima generazione, come tablet e smartphone) e per farlo non sarà più obbligata a passare per accordi sindacali o ispettorato del lavoro, ma dovrà limitarsi a stilare un documento di policy da consegnare ai lavoratori. Le attività ispettive sulle imprese saranno condotte da un’Agenzia unica, in cui confluirà il personale di Inps, Inail e ministero del Lavoro. La rete sarà razionalizzata, con risparmi di risorse pubbliche. «Si produce coordinamento, evitando sovrapposizioni e rendendo più razionali le ispezioni », commenta Poletti. In arrivo anche semplificazioni di procedure e adempimenti buro-cratici, compreso il Durc. E una stretta alle dimissioni in bianco imposte alle lavoratrici, «una vergogna, siamo intervenuti in maniera molto forte», conferma la Boschi.
CASSA INTEGRAZIONE
La Cig si estende alle aziende più piccole (oggi sia la ordinaria che la straordinaria si applicano solo alle imprese con più di 15 dipendenti). Ma a tutte è richiesta un’addizionale progressiva (il bonus-malus), se la utilizzano: fino al 9% nel primo anno, 12% nel secondo,13% nel terzo. La durata della Cig ordinaria scende a 24 mesi nel quinquennio mobile. Ma se si utilizzano prima i contratti di solidarietà, si arriva a 36 mesi. Le imprese industriali hanno però uno sconto del 10% del contributo base alla Cig. Quelle dell’artigianato e del commercio, da 5 dipendenti in su, dovranno invece aderire a un fondo bilaterale di solidarietà.
DECRETO ENTI LOCALI
Arrivano anche 2 miliardi per i debiti commerciali pregressi delle Regioni, patto di stabilità meno stringente e 530 milioni ai Comuni per il ristoro Imu- Tasi. Slitta invece la soluzione per i dirigenti dell’Agenzia delle entrate dichiarati illegittimi.
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