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Il governo cambi strategia

Il Consiglio generale della Confsal, riunitosi nei giorni 14-15-16 gennaio, ascoltata la relazione del segretario generale, Marco Paolo Nigi, il quale ha affrontato il tema: Il mancato intervento sui «reali» fattori di crescita ha bloccato l’economia e l’occupazione. Il governo ne prenda atto e cambi strategia», in relazione alla complessa e difficile situazione politica, sociale, economica e occupazionale del paese e alla posizione politica dell’Eurozona e dell’Unione Europea, nella prospettiva della crescita economica e occupazionale e di un maggiore benessere sociale,

LA APPROVA ALL’UNANIMITA’

Il Consiglio, in continuità e coerenza con la mozione approvata nell’ottobre del2014, condivide la relazione del segretario generale riguardo alla puntuale analisi della situazione sociale, occupazionale ed economico-finanziaria italiana ed europea, alla equilibrata valutazione politica dell’operato del governo Renzi, in circa un anno di legislatura e in sei mesi di presidenza italiana dell’Unione Europea, e alle chiare, mirate e lungimiranti proposte politiche e sindacali della Confederazione.

Il Consiglio generale

esprime apprezzamento per l’impegno politico e l’incessante ed efficace azione sindacale della segreteria generale, assicurata nell’ultimo trimestre, nonostante la precarietà delle relazioni sindacali con il governo e le serie difficoltà in merito alla concretizzazione e realizzazione delle riforme strutturali e alla ripresa della crescita dell’economia e dell’occupazione.

Il Consiglio,

a conclusione di un ampio, approfondito e proficuo dibattito sul tema proposto, incentrato sulle emergenze della disoccupazione-record, delle diffuse crisi aziendali, della netta caduta del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, dell’alta e crescente pressione fiscale e della grave e perdurante iniquità del fisco, valutati gli atti legislativi prodotti da governo e parlamento riguardo a:

a) le riforme costituzionali e istituzionali, manifesta serie preoccupazioni per i sensibili ritardi del governo sulla riforma della scuola, sulla riforma della giustizia civile e penale e sull’attuazione della legge-delega fiscale, nonché per la lentezza e le difficoltà dell’iter parlamentare della riforma costituzionale e della riforma elettorale;

b) la Legge di Stabilità 2015, esprime decisa contrarietà sui contenuti, iniqui per lavoratori dipendenti e pensionati e prevedibilmente ininfluenti per crescita e occupazione, ad eccezione dell’eliminazione della componente lavoro dal valore di produzione su cui le imprese determinano l’Irap;

c) la riforma della normaz

ione del lavoro e l’erogazione anticipata del Tfr, ritiene che il Job Acts potrà essere valutato complessivamente soltanto alla luce dell’emanazione di tutti i decreti delegati.

Sul decreto relativo all’introduzione del contratto a tutele crescenti propone sostanziali modifiche sui licenziamenti, soprattutto quelli «collettivi», per i quali considera irrinunciabile la reintegra e la contemporanea valorizzazione della contrattazione per le ristrutturazioni aziendali. Sostiene, ancora, in raccordo con l’introduzione del contratto a tutele crescenti, la cancellazione di tutte le forme contrattuali del diffuso precariato.

Sul decreto relativo alla revisione degli ammortizzatori sociali, oltre a proporre mirate modifiche, individua la centralità della copertura finanziaria, che va puntualmente risolta.

Sulla previsione di legge relativa alla possibile richiesta dell’anticipazione del Tfr, solleva serie eccezioni in merito alla penalizzazione fiscale e all’esclusione dei dipendenti pubblici.

d) il rinnovo dei contratti, invita il governo a superare la grave inerzia, assicurando una vigilanza «attiva» per il rinnovo dei contratti del privato impiego e l’emanazione degli atti di indirizzo all’Aran per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici;

e) le soluzioni delle questioni aperte del pubblico impiego, rivendicate dai lavoratori pubblici con ricorrenti manifestazioni di protesta e con lo sciopero del 1° dicembre 2014, chiede al governo il ripristino totale del turnover, la stabilizzazione dei precari e il mantenimento degli effetti economici delle progressioni stipendiali legate alle carriere;

f) il welfare, sostiene il potenziamento dei servizi pubblici essenziali, in funzione di una effettiva e puntuale erogazione degli stessi, a cominciare dal servizio sanitario in tutte le realtà regionali;

g) il sistema previdenziale e pensionistico, propone la revisione sostanziale della Legge «Fornero» con la cancellazione della rigidezza dell’età pensionabile e l’introduzione della «pensione flessibile», nonché un equo adeguamento delle pensioni, gravate dall’eccessivo peso fiscale, dalla mancata estensibilità degli 80 euro e dalla rivalutazione 2015 «ridotta» o «anomala con taglio»;

h) la rappresentanza e rappresentatività sindacale, auspica la presentazione in Parlamento di un disegno di legge di iniziativa governativa e la normalizzazione delle relazioni industriali tra governo e parti sociali.

Il Consiglio generale, inoltre, per la crescita economica e l’occupazione chiede al governo di puntare su un «deciso cambio di strategia politica» e, pertanto, ritiene indispensabile e irrinunciabile l’impegno dell’esecutivo su:

– l’attuazione della riforma del fisco;

– l’intensificazione della lotta all’evasione fiscale;

– il contrasto all’economia irregolare e al lavoro sommerso;

– il sostegno all’istruzione, alla formazione, alla ricerca e alla innovazione tecnologica;

– la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle politiche energetiche;

– un efficace governo delle tariffe;

– l’avvio di mirate politiche industriali e ambientali;

– una spending review seria e giusta;

– un forte e efficace contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata;

– una doverosa vigilanza sulle vicende delle grandi aziende in crisi, quali l’ILVA di Taranto, le Acciaierie di Terni, lo stabilimento di Termini Imerese.

Il Consiglio, infine,

IMPEGNA

la segreteria generale a esprimere una decisa, forte e pressante azione di proposta e di lotta in funzione del puntuale conseguimento degli obiettivi emersi dalla relazione del segretario generale e del dibattito consiliare.

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