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«Il Governo agisca o si dimetta»

di Nicoletta Picchio

La drammatica giornata di ieri sui mercati segna l'ultima chiamata del mondo delle imprese nei confronti del governo. Bisogna agire immediatamente e arrivare al G20 di Cannes, che si apre domani, con risultati concreti, e cioè attuando i provvedimenti che ci sono stati chiesti dalla Bce e dal Consiglio europeo. Se non sarà in grado di farlo «ne tragga immediatamente le conseguenze e lo faccia rapidamente». È l'ultimatum che arriva da Confindustria, Abi, Alleanza delle Coop, Ania e Rete Imprese Italia.

L'allarme ormai è ai massimi livelli. Dopo il nuovo record dello spread tra titoli di Stati italiani e Bund tedeschi, il crollo di Piazza Affari, le cinque organizzazioni imprenditoriali hanno deciso di mettere ancora una volta nero su bianco la grave preoccupazione per le sorti del Paese. Con un «appello forte» al governo: «Verifichi se ci sono le condizioni affinché questo governo e questa maggioranza possano assumere immediatamente le misure necessarie per ripristinare la fiducia dell'Italia da parte dei mercati, dell'Unione europea e della comunità internazionale». Altrimenti «ne tragga le conseguenze e lo faccia rapidamente, nell'interesse dell'Italia». Senza misure, quindi, la strada è quella delle dimissioni.

Per le imprese, la scadenza cruciale è il G20 di domani e dopodomani. Non è la prima lettera che inviano a Palazzo Chigi da quando la crisi dei mercati si è fatta più pesante. Ce ne sono state altre prima dell'estate, chiedendo «discontinuità» per la crescita; c'è stato il manifesto a fine settembre, destinatario Berlusconi, con le proposte su 5 punti per tenere sotto controllo i conti pubblici e riprendere lo sviluppo: agire sulle pensioni, allungando l'età pensionabile e abolendo le anzianità; una riforma fiscale per ridurre le tasse su imprese e lavoratori, anche attuando una piccola patrimoniale; liberalizzazioni e semplificazioni; dismissioni del patrimonio pubblico; infrastrutture ed energia. Proposte alle quali il governo non ha dato risposte.

I toni del testo di ieri sono ancora più allarmati, dopo il martedì nero dei mercati. «Non si possono più negare i rischi, non si può più dire che non c'è fretta, non si possono più privilegiare considerazioni di modesto cabotaggio politico rispetto all'esigenza primaria di salvare l'Italia», sostengono le imprese. E ancora: «Il tempo è scaduto, i danni sono già ingenti. Dobbiamo arrestare l'emorragia, evitare che la sfiducia dei mercati e della comunità internazionale ci travolga». Una situazione «insostenibile» per l'Italia e per gli italiani. «Non possiamo correre il rischio di perdere in poche settimane ciò che abbiamo costruito in decenni di lavoro, assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori azionari».

Oggi la presidente di Confindustria sarà a Cannes, per la riunione del G20 Business, organizzato dal Medef, la Confindustria francese, e che è parte integrante del G20 governativo. Prevede la partecipazione non solo dei presidenti delle organizzazioni imprenditoriali dei Paesi G20, ma anche di alcuni grandi Ceo per ciascun Paese.

Dal mese di luglio 12 gruppi di lavoro stanno predisponendo le raccomandazioni dell'industria sui grandi temi dell'agenda economica internazionale. La Marcegaglia ha presieduto il gruppo sulla Green Growth e per l'Italia parteciperanno, tra gli altri, Fulvio Conti, Enel, Paolo Scaroni, Eni, Gabriele Galateri, Generali, impegnati sui temi Energia e Regolazione finanziaria. L'attenzione comunque sarà catturata dalla crisi internazionale dei mercati, la tenuta dell'euro, le misure anti crisi e per la crescita. Con la disponibilità del mondo delle imprese a collaborare con i governi per individuare le risposte più adeguate.
 

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