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Il giudice può ricalcolare gli interessi

Nei contratti di mutuo ipotecario che contengono una clausola abusiva può essere affidato al giudice nazionale, alle prese con un procedimento di esecuzione ipotecaria, il compito di ricalcolare le somme dovute come interessi moratori. A patto, però, che la valutazione non abbia effetti sulla qualificazione del carattere abusivo della clausola.
È stata la Corte di giustizia Ue, nella sentenza depositata ieri (cause riunite C-482/13 e altre), a intervenire per chiarire le conseguenze relative all’abusività delle clausole contrattuali e delimitare i poteri del giudice nazionale rispetto all’applicazione dell’articolo 6 della direttiva 93/13 sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (recepita in Italia col Dlgs 206/2005, il Codice del consumo). In base a questa norma, le clausole abusive non vincolano il consumatore, ferma restando la possibilità che il contratto resti vincolante per la parte residua.
La vicenda approdata a Lussemburgo, su rinvio pregiudiziale del Tribunale di primo grado di Marchena (Spagna), nasce da molteplici controversie tra alcuni istituti bancari spagnoli e numerosi consumatori che avevano stipulato un contratto di mutuo ipotecario. Al mancato pagamento di una rata, le banche avevano fatto valere una clausola in base alla quale, in caso di inadempimento da parte del mutuatario, il mutuante poteva chiedere il pagamento dell’intero capitale più l’interesse.
Nel corso del procedimento di esecuzione forzata il giudice nazionale ha chiamato in aiuto la Corte Ue. Che, prima di tutto, ha chiarito che l’obiettivo principale della direttiva Ue, nel segno della tutela del consumatore, è quello della rimozione della clausola abusiva. Raggiunto quest’obiettivo, la direttiva – osserva la Corte – non impedisce un intervento del giudice nazionale sul calcolo degli interessi di mora.
Di conseguenza, il giudice di uno Stato membro, nei casi in cui si trovi a decidere su un procedimento di esecuzione ipotecaria, può far ricalcolare le somme dovute e previste in un contratto di mutuo ipotecario con interessi moratori il cui tasso era superiore al triplo di quello legale. Senza, però, che l’attività di ricalcolo sul tasso degli interessi di mora incida sulla qualificazione del carattere abusivo della clausola.
Non solo. L’autorità giurisdizionale nazionale deve mantenere fermo il potere di disapplicare la clausola, accertata la contrarietà alla direttiva.

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