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Il Garante indaga sullo sciopero «Caos inaccettabile»

MILANO — Da una parte, il dibattito sulla gestione degli scioperi, con il garante che apre un’indagine conoscitiva denunciando «fatti inaccettabili». Dall’altra, la polemica politica che ha visto nel mirino il presidente dell’Atm, Bruno Rota. Ma lui, non solo non si è presentato dimissionario ma, forte delle rassicurazioni e della rinnovata fiducia del sindaco Giuliano Pisapia, ha rilanciato: «Il concatenarsi di eventi straordinari in pochi minuti è stata una iella grossa». Il giorno dopo il maxi ingorgo in metropolitana che per due ore ha tenuto bloccati ventimila milanesi, i più fortunati sulle banchine in attesa di un mezzo che passasse, i più sfortunati in un tunnel, al buio a combattere con caldo e panico, la polemica è tutta politica.
Per il garante quanto accaduto martedì con il caos nei trasporti è «inaccettabile, in termini di civile convivenza». Roberto Alesse, presidente dell’Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, ha scritto ai prefetti e alle aziende di trasporto «per avere urgenti informazioni». L’obiettivo è verificare se nelle città siano state garantite le prestazioni minime indispensabili. Moltissime segnalazioni giunte all’Autorità indicherebbero infatti «il mancato rispetto del servizio nelle fasce protette». «Fatto che, se accertato — precisa il garante — obbligherebbe l’Autorità ad applicare le sanzioni pecuniarie previste dalla legge».
A Milano il sindaco Giuliano Pisapia ha dato la linea sul tema degli scioperi: «Quanto accaduto ieri in metropolitana mi ha molto colpito e credo imponga a tutti noi una riflessione a partire dalla convivenza, difficile ma necessaria, tra diritti dei lavoratori e degli utenti. Questo è un tema che riguarda ovviamente non solo Milano». Di risposta, è giunto un segnale di apertura dalla Cgil, con il segretario della Camera del Lavoro, Onorio Rosati: «Se l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran vorrà convocare un tavolo per ridiscutere le fasce protette in considerazione delle specifiche caratteristiche del mondo del lavoro milanese, la Cgil si siederà a quel tavolo aperta a soluzioni che vadano incontro alle esigenze dei cittadini senza ledere quelle dei lavoratori».
Maran, intanto, ha chiesto scusa alla città: «Ogni disagio per i cittadini merita le nostre scuse». Al suo fianco, in una seduta di commissione Mobilità riunita ieri d’urgenza, il presidente Bruno Rota ha ricostruito le dinamiche dell’accaduto. Lega e Pdl avevano però già chiesto le sue dimissioni. Ma Rota si è presentato ai consiglieri sicuro delle proprie ragioni, concordate con Pisapia e così riassumibili: «Ci sono due cose da rilevare. Contemperare l’esigenza delle persone di tornare a casa con il diritto di sciopero è un’attività che difficilmente può rientrare nei compiti di Atm. E il concatenarsi di eventi straordinari in pochi minuti è stata una iella grossa». Anomalie dei treni, la donna che si sente male, la calca che impedisce di portar fuori le persone dal mezzo. Troppi incidenti? «È una menzogna perché sono diminuiti e il calo dei guasti superiori ai 5 minuti per problemi sui mezzi è stato in alcuni mesi superiore al 40%», ha garantito Rota. De Corato si è scaldato: «La iella la si può chiamare in causa una volta, ma ormai gli incidenti si ripetono con una frequenza che spiegare con la iella è vergognoso. Rota deve dimettersi».

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