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Il fondo salva-Stati raccoglie 2 miliardi

Nuovo titolo, vecchio programma. L'Efsf ha debuttato ieri sul mercato dei bond a brevissima scadenza, collocando 1,97 miliardi di «bill» a tre mesi a un rendimento allineato al rischio-Francia sulla stessa durata, pari cioè allo 0,2222 per cento. Questa raccolta, che è andata molto vicina all'importo prefissato «fino a 2 miliardi», non servirà a lanciare questo fondo di stabilità salva-Stati nelle nuove attività extra programma Ue-Fmi, ma solo a renderlo più flessibile nel finanziamento di Portogallo e Irlanda nell'ambito degli aiuti europei e del Fondo monetario.
La domanda per gli Efsf-bill è stata buona, pari a 6,286 miliardi che sono equivalenti a un rapporto di copertura di 3,2 volte: un esito confortante ma senza entusiasmo per un debuttante. La tecnica dell'Efsf è la stessa usata dalla Germania, in quanto l'asta è stata gestita dall'Agenzia del debito tedesco e dalla Bundesbank. L'Efsf ha ricevuto 4,1 miliardi di richieste competitive e circa 2,1 miliardi non competitive: l'intero importo in offerta è stato assegnato (senza lasciare titoli in custodia presso la Buba per poi essere ricollocati sul secondario successivamente, come accade a volte per le aste tedesche). L'Efsf ha così accresciuto la flessibilità dei vecchi programmi in corso su Irlanda e Portogallo. L'Efsf avrebbe in teoria la facoltà di entrare oggi sul primario per acquistare i BTp a cinque anni in asta: ma non lo farà. Questo tipo di intervento è subordinato alla richiesta degli Stati che devono chiedere assistenza sottoscrivendo un memorandum of understanding o lettera d'intenti per impegnarsi ("soft" rispetto al programma Ue-Fmi) nel risanare i conti pubblici.
Ieri anche Spagna e Belgio hanno tenuto aste di titoli a breve scadenza, registrando un calo dei rendimenti rispetto ai collocamenti precedenti. Le Letras spagnole, vendute per 4,9 miliardi a 12 e 18 mesi, hanno ottenuto un calo dei rendimenti considerevole: il titolo annuale è stato venduto al 4,05%, rispetto al 5,022% di novembre mentre il 18 mesi è stato assegnato al 4,226%, in netto ribasso rispetto al 5,129% dell'asta del mese precedente. Un rendimento, quello spagnolo, che però stride con il 5,95% dei BoT a 12 mesi emessi dal Tesoro italiano lo scorso lunedì: l'Italia ha registrato solo un limatura tra novembre e dicembre, con i Buoni annuali scesi appena sotto il 6% dal 6,087% dello scorso mese. La Spagna intanto è minacciata tanto quanto l'Italia e la Francia dal declassamento delle agenzie di rating e in più otto banche spagnole rischiano di essere retrocesse da Moody's: ma le Letras possono ancora contare sulla liquidità tonica del mercato domestico.
La gamma dei rendimenti sui T-bill europei si è ampliata ieri con l'offerta dal Belgio che ha visto letteralmente crollare il tasso dei titoli a 3 mesi, assegnati allo 0,78%, in calo di 140 centesimi rispetto all'asta di novembre. Il Belgio ha annunciato lunedì l'intenzione di tagliare drasticamente le emissioni di Olos (titoli a medio-lungo termine) nel 2012, a quota 26 miliardi, contro i 41 miliardi circa di quest'anno. La notizia è stata accolta positivamente dai mercati che temono un eccesso di offerta di titoli di Stato denominati in euro per l'anno prossimo rispetto alla capienza della domanda: il Belgio tuttavia rischia quest'anno di non centrare l'obiettivo del deficit/Pil al 4,1%, chiudendo al 4,2% a causa del rallentamento della crescita economica e del peso del salvataggio del gruppo Dexia, superiore alle attese.
Ieri infine la Grecia ha effettuato – come da accordo con il Fondo monetario – il roll over dei suoi T-bill a sei mesi: il rendimento è risultato del 4,95%, leggermente in aumento rispetto al 4,89% dello scorso 8 novembre. Il tasso di assegnazione di queste aste a breve scadenza, che vengono collocate integralmente presso le banche greche, è anch'esso concordato con l'Fmi e calibrato in base alla soglia del 5% del tasso d'interesse relativo al piano di salvataggio Ue-Fmi.

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