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Il fondo è blindato

Il fondo pensione non ammette ripensamenti. Se il lavoratore non effettua il riscatto, avendone la facoltà una volta persi i requisiti di adesione al fondo pensione, non può più farlo se viene riassunto o se manifesta la volontà di proseguire l’iscrizione al fondo pensione mediante il versamento di contributi volontari. Lo precisa, tra l’altro, la Covip in risposta ad appositi quesiti in materia di riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione su base collettiva (aziendale) a un fondo pensione aperto.

Tre i quesiti. Il primo chiede di sapere fino a quando dura la facoltà di riscatto per il lavoratore che, persi i requisiti di partecipazione al fondo pensione, non l’abbia esercitata immediatamente e sia stato assunto da una nuova impresa avente titolo all’iscrizione allo stesso fondo pensione. La Covip risponde che, con la nuova assunzione, il lavoratore perde la facoltà di riscatto; pertanto, il riscatto può avvenire soltanto nel periodo tra la perdita del primo lavoro e a nuova occupazione. Il secondo quesito ipotizza la situazione di un lavoratore iscritto al fondo pensione che, persi i requisiti di partecipazione, venga assunto per un nuovo lavoro che prevede l’adesione collettiva a un fondo diverso da quello originario. In tal caso, spiega la Covip, si realizza la situazione di perdita dei requisiti e, di conseguenza, il lavoratore può esercitare il riscatto anche successivamente alla nuova assunzione. Unica eccezione: il lavoratore decida di trasferire la posizione al nuovo fondo pensione; in tal caso, infatti, la decisione di trasferimento equivale a rinuncia alla facoltà di riscatto.

Terzo e ultimo quesito riguarda un lavoratore che, venuti meno i requisiti di partecipazione al fondo pensione, prosegua l’iscrizione su base individuale, cioè mediante versamenti volontari. La Covip spiega che l’adesione, in tal caso, è collettiva fintanto che il lavoratore non inizi a effettuare i versamenti contributivi, momento a partire dal quale l’adesione diventa individuale. Pertanto, è solo in questa passaggio, cioè nel periodo tra la perdita dei requisiti di adesione collettiva fino al primo versamento di contributi individuali, che può essere esercitata l’opzione del riscatto. Invece, una volta che il lavoratore ha cominciato ad alimentare la posizione contributiva con propri versamenti, è manifesta la volontà di continuare la partecipazione al fondo a titolo individuale e diventa non più possibile esercitare la facoltà di riscatto per perdita dei requisiti. In altre parole, conclude la Covip, la facoltà di riscatto è esercitabile finché perdura la situazione legittimante (cioè la perdita dei requisiti di iscrizione al fondo pensione), mentre resta preclusa una volta eseguito il pagamento individuale di contributi, per effetto del quale la partecipazione al fondo cambia titolo, diventando da collettiva a individuale.

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