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Il Fondo di garanzia pmi apre le porte ai professionisti

Dal 10 marzo Fondo di garanzia esteso ai professionisti e alle associazioni professionali. Possono accedere, infatti, d’ora in poi al nuovo strumento di sostegno alle pmi anche i professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal ministero dello sviluppo economico (legge n. 4/2013) e in possesso delle relative attestazioni.

Le operazioni finanziarie relative ai professionisti sono ammesse alla garanzia del Fondo entro il limite massimo di assorbimento delle risorse complessive non superiori al 5%.

Entrano in vigore lunedì, infatti, le disposizioni del Fondo di garanzia integrate dal decreto del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’economia e delle finanze del 27 dicembre 2013 (in Gazzetta Ufficiale dell’8/3/2014).

Lunga è stata l’attesa per stilare un documento di circa 50 pagine tra decreto e allegati. Il decreto, che dà attuazione al decreto del fare (decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98) contiene due novità importanti: l’apertura del fondo di garanzia al mondo dei professionisti e la revisione dei criteri di valutazione delle imprese per l’accesso alla garanzia del Fondo centrale, al fine di ampliare la platea delle potenziali beneficiarie.

Fondo aperto alle professioni. Il Fondo centrale di garanzia per le pmi è stato istituito con l’art. 2, comma 100 lettera a) della legge 662/1996, e rappresenta il principale strumento per accedere ai finanziamenti bancari da parte dei piccoli imprenditori.

Dal 10 marzo, con il nuovo decreto interministeriale del 27 dicembre 2013 (che è composto da otto articoli) esso si rinnova sotto vari profili.

L’art. 7, in particolare, disciplina «l’estensione dell’intervento del fondo in favore dei professionisti».

Nello specifico, esso stabilisce che possono accedere agli interventi del Fondo anche i professionisti iscritti agli ordini professionali e quelli aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal ministero ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 e in possesso dell’attestazione rilasciata ai sensi della medesima legge n. 4 del 2013. Le operazioni finanziarie relative ai professionisti sono ammesse alla garanzia del Fondo entro il limite massimo di assorbimento delle risorse complessive non superiori al 5%.

La valutazione dei professionisti (allegato G procedura ordinaria – modello di valutazione per imprese sottoposte al regime di contabilità semplificata o forfetaria, non valutabili sulla base dei dati di bilancio, per gli studi professionali, per i professionisti iscritti agli ordini professionali e per quelli aderenti alle associazioni professionali) viene effettuata su due indici calcolati sui dati contabili riportati nelle due ultime dichiarazioni fiscali (modello «unico») presentate.

Tali indici evidenziano rispettivamente: la copertura degli oneri finanziari e l’incidenza della gestione caratteristica sul fatturato.

Nuove procedure. Nell’articolo 1 del decreto è prevista la semplificazione delle procedure attraverso l’utilizzo di modalità telematiche.

Dal 10 marzo 2014 il gestore mette a disposizione la nuova piattaforma on-line per la presentazione delle domande da parte dei professionisti e la gestione delle operazioni che consente la dematerializzazione dei relativi documenti e permette di monitorare in tempo reale lo stato delle richieste sia di garanzia che di controgaranzia.

Tutte le comunicazioni da e verso il gestore (con la temporanea eccezione della fase del controllo documentale) possono essere inviate esclusivamente tramite il nuovo portale o la posta elettronica certificata.

Le altre novità contenute nell’articolato riguardano la rimodulazione delle percentuali massime di copertura (che in alcuni casi sale all’80), la modifica dei criteri di valutazione economico-finanziaria, la limitazione della concessione della garanzia alle sole operazioni di nuova concessione ed erogazione (salvo che le stesse non siano condizionate all’acquisizione della garanzia del fondo) nuove misure per garantire l’effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia alle imprese beneficiarie, la modifica dei termini per l’avvio delle procedure di recupero relative alle operazioni di durata pari o inferiore a 18 mesi senza piano di ammortamento.

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