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Il fondo di garanzia per le pmi sbanca

di Roberto Lenzi

Ha preso il via il tavolo condiviso Ministero dello Sviluppo Economico – Regioni, per il potenziamento del Fondo di garanzia per le Pmi, quattro le direttrici del tavolo: priorità all'impresa, uso efficiente delle risorse, utilizzo del fondo come strumento di sviluppo e controllo dei risultati.

Boom nel 2010 delle aziende garantite dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nello scorso anno sono state oltre 50mila le domande di garanzia accolte, per un totale di finanziamenti di circa 9 miliardi euro, con un evidente crescita delle domande accolte rispetto al 2009. Sono questi gli aggiornamenti resi noti dal Ministero dello Sviluppo Economico con proprio comunicato stampa del 14 gennaio, a proposito dell'operatività del Fondo di garanzia delle Pmi, gestito da Medio Credito Centrale. «Il Tavolo di confronto con le Regioni», conclude il comunicato, «servirà per indirizzare ancora meglio le risorse sul territorio e intervenire a favore delle aziende in maggiore sofferenza». Come confermano i dati delle domande di garanzia accolte, il Fondo di garanzia nazionale istituito con Legge 662/96, è uno strumento che ha riscosso molto successo nello scorso anno. Nel 2010 infatti le aziende ammesse alla garanzia da parte del Ministero dello Sviluppo Economico sono state 50.076, segnando un incremento del +103,6% rispetto all'anno precedente, per un volume totale di finanziamenti pari a circa 9,1 miliardi di euro (+86,6 %) ed un importo garantito di 5,2 miliardi di euro (+90,8 %). Sempre nell'ottica di sostenere le imprese in difficoltà, il Ministero dello Sviluppo Economico, il 21 dicembre ha firmato un decreto, con il quale va ad istituire un nuovo strumento finanziario per garantire e attenuare il rischio e allo stesso tempo semplificare l'iter di concessione dei finanziamenti alle imprese. Il nuovo fondo rientra nella definizione di regime “omnibus”, già adottato dal Ministero, le cui caratteristiche principali sono: un ampio campo di applicazione (in termini di forme tecniche di intervento, di beneficiari, di territori ecc.), la possibilità di “specializzare” l'intervento in base agli specifici obiettivi di sviluppo, l'utilizzo dello stesso da parte di Amministrazioni diverse dal Ministero per lo Sviluppo Economico per interventi di propria competenza e con proprie risorse, senza dover procedere ad ulteriori notifiche dalla Ue di nuovi regimi. Lo strumento prevede che Ministero e/o altri enti intervengono rilasciando a soggetti intermediari e pmi garanzie dirette, controgaranzie e cogaranzie, a fronte delle operazioni finanziarie di investimento, nella misura massima dell'80% del prestito. Sono possibili beneficiare dell'aiuto le PMI economicamente e finanziariamente sane, vale a dire in grado di far fronte, secondo le scadenze previste e tenuto conto dell'indebitamento aziendale in essere, agli impegni derivanti dall'operazione finanziaria. L'importo garantito può arrivare fino a 2,5 milioni di euro per soggetto beneficiario e la durata della garanzia non potrà essere inferiore a 24 mesi e in ogni caso non potrà avere una durata superiore all'operazione finanziaria che garantisce. L'aiuto concesso alla singola impresa non è cumulabile, in relazione alle stesse spese ammissibili, con altre agevolazioni, però trattandosi di un aiuto «de minimis» può essere cumulato con gli altri aiuti della stessa tipologia restando però all'interno dei 200.000 euro di contributi nel triennio. Con apposito provvedimento il Ministero, ovvero le altre Amministrazioni interessate, defineranno i criteri e le modalità operative necessarie per l'attivazione del nuovo regime di aiuto.

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