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Il Fondo di garanzia amplia il raggio d’azione

Si sblocca la prima tranche di misure del Salva-Italia (legge 214/2011) che riguarda il fondo di garanzia per le Pmi. Il decreto, che concretizza una riforma sostanziale del “bollino” statale a sostegno delle imprese, sarà operativo una volta registrato alla Corte dei conti, che lo sta vagliando in questi giorni. La scorsa settimana sono arrivate le firme del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e del viceministro all’Economia, Umberto Grilli, che danno il via libera, in primis, al rifinanziamento del Fondo di 400 milioni di euro annui dal 2012 al 2014 (per un totale di 1,2 miliardi).
«Per quest’anno – spiega Claudia Bugno, Presidente del Comitato di gestione del fondo – abbiamo una dote di 690 milioni, a cui si dovrebbero sommare, in base alle nostre stime, circa 300 milioni di rientri». Insomma, c’è benzina nella macchina per azionare i nuovi interventi normativi, che toccano l’ossatura del fondo di garanzia: percentuali di copertura, costi, importo massimo garantito, con interventi ad hoc rivolti a target specifici (come imprese femminili e del Mezzogiorno).
Misure che arrivano proprio quando il monitoraggio del Comitato di gestione ha evidenziato lo stop della corsa del Fondo di garanzia (si veda Il Sole 24 Ore di lunedì 2 luglio): dopo anni di crescita a due cifre, nei primi mesi del 2012 si è invertita la rotta per le domande presentate (-4,5% tra gennaio e maggio rispetto allo stesso periodo del 2011) e ancora maggiore è stata la contrazione dei prestiti attivati (-25,6%) e degli importi garantiti (-36,3 per cento).
Tra le nuove misure, alcune puntano a rafforzare l’effetto leva, riducendo la percentuale minima di accantonamento a titolo di coefficiente di rischio dall’8% al 6%, che secondo le previsioni del Mise consentirà di attivare circa 20 miliardi di euro di finanziamenti a favore delle imprese. In chiave anticiclica, poi, sono state aumentate le coperture massime del fondo per determinate operazioni, che potranno arrivare fino all’80 per cento. «È un grande input – sottolinea Bugno – per le aziende del Mezzogiorno, quelle femminili, le Pmi dell’indotto di imprese in amministrazione straordinaria: l’obiettivo è far salire le richieste di accesso al fondo per operazioni d’investimento».
Viene, inoltre, innalzato l’importo massimo garantito, che passa da 1,5 a 2,5 milioni, «misura introdotta per avvicinare anche le medie imprese», dice Bugno. E si allarga anche il raggio dei soggetti esonerati dalle commissioni per l’accesso della garanzia: è il caso ad esempio delle imprese sociali, di quelle che hanno siglato un contratto di rete, delle aziende creditrici della Pa e delle Pmi dell’autotrasporto merci per conto terzi. Le operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi vengono premiate con un importo massimo garantito di 2,5 milioni e una copertura del 70% per la garanzia diretta e dell’80% per la controgaranzia (che prevede l’intervento dei confidi).
Già definito il ruolino di marcia per i prossimi mesi. «Trasparenza ed estensione della copertura del fondo di garanzia ai portafogli – conclude Bugno – saranno al centro dei tavoli di lavoro. Da un lato, stiamo studiando misure di monitoraggio sul pricing del credito con o senza la garanzia per consentire alle imprese di valutare al meglio le condizioni degli operatori. Dall’altro, è imminente l’apertura di un tavolo con il Tesoro e le Regioni per studiare le modalità, i criteri di selezione e i massimali per estendere la garanzia del Fondo sui portafogli di finanziamenti concessi a piccole e medie imprese da banche, confidi e altri intermediari finanziari».

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