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Il fondo antirischi frena Intesa Sanpaolo Ubi, Bpm e Banco Popolare in ripresa

Segni di ripresa per le banche italiane, non sempre per i loro clienti affamati di credito. Gli impieghi di Intesa Sanpaolo, Ubi, Banco popolare e Bpm a marzo calano dall’anno prima: tuttavia rispetto a fine 2012 le banche hanno difeso i profitti con taglio di costi, trading e attenuazione di sofferenze e accantonamenti.
Intesa Sanpaolo archivia un utile netto di 306 milioni, -62% dal marzo 2012. Avrebbe potuto guadagnare di più, ma quando a marzo il salvataggio di Cipro e lo stallo politico hanno gettato ombre sull’Italia, la banca ha creato una polizza antirischio, con 20 miliardi di liquidità levati a investimenti e crediti (-1,8% gli impieghi). «Pensavamo che farci trovare impreparati da quelle enormi incertezze ci sarebbe costato più degli utili cui abbiamo rinunciato» ha detto l’ad Enrico Cucchiani. La prudenza è costata 100 milioni di profitti, più 150 milioni di riserve su crediti deteriorati (copertura salita al 43,3%, media sistema al 35%), e malgrado il trend in miglioramento.
«Sono soddisfatto per i risultati, superiori al consensus (di circa il 7%, ndr) e in linea con gli impegni sul dividendo», ha detto Cucchiani, impegnato a erogare nel
2013 almeno i 5 centesimi attuali. In Borsa l’azione è salita (+1,88%), ma gli investitori gradirebbero che la forza del bilancio di Ca’ de Sass – il “common equity” salito al 10,7% la rende tra le poche già in linea con Basilea 3 – si trasmettesse di più ai conti.
Quanto alle Popolari, confermano la riduzione dei costi del personale, ma il costo del credito è in media più alto di 12 mesi fa. Attenzione su Bpm, più per le polemiche sulla governance che per i dati: il trimestre segna un rialzo del 3,8% dell’utile netto normalizzato (-10,9% in valori assoluti), costo del personale -4,3% e cost/income al 57,5%. Il presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi ha tracciato il percorso: priorità assoluta all’aumento da 500 milioni (che potrebbe partire tra settembre e ottobre). Poi si passerà alla governance, senza vincoli: «Crediamo nella spa ibrida, ma non è l’unica soluzione». Poco prima Victor Massiah, ad di Ubi, ha dichiarato che la banca è orientata a rimborsare il bond convertibile da 640 milioni in scadenza a luglio senza conversione in azioni. «Non ne abbiamo bisogno», ha detto. Il gruppo ha chiuso il trimestre con ritorno all’utile netto (26,5 milioni) rispetto alla perdita del quarto trimestre (ma -75% da marzo 2012). Banco Popolare, infine, ha chiuso il trimestre con un utile netto di 92 milioni (109 milioni la perdita 2012). Il risultato “normalizzato” è di 49 milioni, dai 92 di un anno fa.

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