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Il flop delle nuove srl con un euro di capitale

Avrebbero dovuto essere il toccasana per dare linfa all’imprenditoria giovanile ma le srl si sono ben presto rivelate quello che era troppo facile prevedere prima della loro entrata a regime: un vero e proprio flop. Si tratta di una nuova forma societaria che, in sostanza, si differenzia dalle altre esclusivamente per il mancato pagamento dell’onorario al notaio. Come se fosse questo il vero problema che impedisce ai giovani di svolgere un’attività autonoma. E i costi di gestione e di avviamento? Ordinari. E la possibilità di avere crediti e finanziamenti? Nessuna, salvo esibire garanzie esattamente come nelle situazioni ordinarie? Agevolazioni per assunzioni o nuove attività? Niente di niente. Vediamo il dettaglio.

Opportunità o presa in giro?

Non si riescono a intravedere la positività e i pregi di questa nuova figura normativa. La nuova norma, lanciata dal Governo nel dl liberalizzazioni, che prevede la possibilità, per i giovani under 35, di aprire una srl con solo un euro di capitale sociale è di fatto un flop. Una misura nata per incentivare l’imprenditoria giovanile ma che non sortirà alcun effetto positivo. Da un lato, infatti, si dà la possibilità ai giovani di costituire, senza pagare alcun onorario al notaio, una società a responsabilità limitata con un euro di capitale; dall’altro, è evidente che questa nuova forma di srl non potrà «materialmente» andare a operare perché non riceverà credito dalla banche, non riceverà fiducia dal mercato, da quelli che sono i fornitori.

Quali scenari tra i soci di una srl?

Nota ancora più dolente, potrà creare situazioni fastidiose per quanti in futuro, dopo aver lavorato con queste società, non potranno vedere riconosciuto il proprio credito, proprio per l’esiguità del capitale sociale. Alla fine, visto che è una società che potrà vivere solo sulle garanzie personali dei soci che le banche naturalmente stanno già chiedendo, sarà solo una società come le altre e partorirà la pia illusione di poter fare qualcosa di semplice, che in realtà semplice non è.

Come funziona una srl?

Per la costituzione si va dal notaio, il notaio costituirà la società su base di atto costitutivo standard (in base a quanto disposto dal decreto di giugno), i soci devono aver versato il capitale sociale (da 1 a 9.999 euro), gli amministratori devono essere scelti tra i soci (in caso contrario si pagherà l’onorario del notaio, qualora gli amministratori fossero esterni), e il notaio provvederà a depositare l’atto alla Ccia. Il problema della Srl semplificata non sono i costi, visto che tra quella ordinaria e la semplificata si risparmierà solamente l’onorario del notaio (da1.500 a 2 mila euro dato un capitale standard di 10 mila euro) ma la patrimonializzazione e la responsabilità verso terzi. Chi avrà interesse a contrattare con una srl i quali soci risponderanno delle obbligazioni assunte fino al limite di 1 euro? Quale Istituto di credito, senza garanzie reali (visto che le personali alle banche già servono poco in caso di srl ordinarie), aprirà anche una minima linea di affidamenti? Si può fare impresa se gli imprenditori non hanno nemmeno un minimo di capitale da versare e 1.500 euro da corrispondere al notaio? Sono queste le barriere di ingresso al mondo imprenditoriale, o piuttosto le barriere arrivano dal sistema creditizio e di tassazione?

Quali costi per l’avvio?

Dall’analisi dei costi complessivi per la fase di start up di una srl, fatta dalla nostra Fondazione Studi, emerge un costo complessivo non inferiore a 8 mila euro scaturente dagli oneri di iscrizione presso i vari Istituti e dalle relative tasse governative. Mentre non si pagano onorari per la costituzione presso il notaio.

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