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Il fisco sui buoni pasto sarà meno pesante Via l’Imu sui capannoni

Accoglienza molto calorosa per l’annuncio dell’abolizione dell’Imu sui capannoni industriali: l’emendamento, ha precisato il viceministro dell’Economia Enrico Morando, arriverà con molta probabilità però al Senato. Infatti la legge di stabilità alla Camera è ormai alle ultime battute: entro mercoledì è atteso il via libera della commissione Bilancio, il giorno dopo in provvedimento passerà all’esame dell’Aula. Attesa invece già per domani l’approvazione di un emendamento alla manovra presentato dal deputato Pd Marco Causi, che prevede l’innalzamento del valore esentasse dei buoni pasto elettronici dagli attuali 5,29 euro a 7 euro. Per l’ok della commissione serve prima il sì del governo, che dovrebbe arrivare già oggi. Il provvedimento farà arrivare nelle tasche dei lavoratori «400 euro in più all’anno di reddito netto disponibile per la spesa alimentare», osserva Andrea Keller, amministratore delegato di Edenred Italia, il gruppo che ha inventato il Ticket Restaurant, e ci sono analisti che prevedono anche alcune decine di migliaia di posti di lavoro in più, con un aumento dei consumi che si rifletterebbe direttamente sul Pil.

Alla Camera si dovrebbe inoltre sciogliere il nodo della riforma dei patronati, con un dimezzamento dei tagli inizialmente previsti, ma anche con una drastica riduzione delle strutture. Ancora, nella manovra verranno probabilmente incluse nuove risorse per la lotta contro l’amianto, e una riforma dei fondi strutturali europei, con lo scopo di centralizzarne la gestione. Hanno già ricevuto il primo via libera dalla commissione invece le norme che prevedono una dote aggiuntiva di 200 milioni l’anno per gli ammortizzatori sociali nel biennio 2015-2016; la limitazione del bonus bebé alle famiglie che presentano un Isee di valore non superiore ai 25.000 euro; la riduzione del fondo famiglia, che verrebbe agganciato all’Isee; l’estensione della social card agli immigrati. È passata anche la norma che prevede il passaggio dell’Iva sugli ebook dall’attuale 22% al 4% (aliquota agevolata già prevista per i libri di carta): la disposizione tuttavia è a rischio perché viola la normativa europea.
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