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Il Fisco su youtube gioca la carta della simpatia

Per l’agenzia delle Entrate è l’ora dello sbarco su youtube. Con un approccio accattivante, i video delle Entrate (www.youtube.com/entrateinvideo) cercano di spiegare al contribuente che il Fisco non è poi così terribile, introducendo ad alcuni problemi fiscali e illustrandone gli aspetti generali con semplicità. Tre sono addirittura dei cartoni animati, dedicati al regime dei minimi. In effetti l’argomento non si presta molto a sorrisi e semplificazioni: meglio un omino (la cui appartenenza al mondo impiegatizio è sottolineata dalla cravatta che, invece, gli esseri umani degli altri video non sfoggiano) dall’espressione un po’ statica, secondo le tendenze iconiche dei manga.
Decisamente più intrigante la protagonista della serie Siria & Iris, che non sono due poliziotte ma i modelli di contratto di locazione, ben diversificati con una sceneggiatura illuminante e che non lascia spazio alla fantasie: o l’uno o l’altro, a seconda delle esigenze del contribuente, che seguendo la narratrice avvolta in una specie di scialle si potrà togliere tutte le curiosità, almeno sino al momento della compilazione, seguendo la «regola del tre»: non più di tre proprietari, o di tre inquilini o di tre pertinenze.
Il video con accompagnamento country dedicato alla tessera sanitaria spiega a cosa serve questo documento «nazionale» di cui tutti sentono parlare ma che pochissimi possiedono e che serve anche fuori d’Italia. Il tutto anche attraverso Fisconline, uno strumento utile che era già noto ma il cui uso viene reso decisamente meno complesso dalle spiegazioni del video dedicato.
Un intrattenitore in camicia arancione (questa volta la colonna sonora è orientata al jazz) ha invece il compito di illustrare i servizi a disposizione dei contribuenti al telefono oppure online, per ottenere informazioni o fissare appuntamenti con i funzionari. Più seduttivo il video dedicato alla «cedolare secca» sugli affitti, che rischia di annebbiare il profondo senso della riservatezza che caratterizza gli evasori fiscali immobiliari, i quali certo si sentiranno stimolati a uscire dalla clandestinità per incontrare un fisco sorridente e che si accontenta del 21
per cento.
Saggia è stata la scelta di evitare linguaggi troppo tecnici o, per converso, imprecisi, così come a interpretare gli impiegati ideali sono state scelte persone dall’aria affatto “normale”. Proprio come vorremmo che fossero tutti quelli che stanno al di là dello sportello.

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