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Il fisco sceglie la moral suasion

Torna la moral suasion del fisco sul redditometro. Decine di migliaia di contribuenti stanno ricevendo in questi giorni la lettera dell’Agenzia delle entrate che li invita a prestare la dovuta attenzione sul reddito dichiarato per l’anno 2011. E per «stimolare» ulteriormente la fedeltà dei cittadini la missiva, che ha un semplice scopo informativo e non presuppone un obbligo di risposta, riporta la tipologia di spese risultanti in Anagrafe tributaria e «apparentemente non compatibili con i redditi dichiarati».

L’operazione

L’operazione, in linea con quelle già effettuate negli ultimi due anni, ha preso il via nei primi giorni di giugno. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la Direzione centrale accertamento guidata da Salvatore Lampone ha fornito istruzioni operative alle direzioni territoriali delle Entrate, evidenziando la necessità di assicurare la massima assistenza ai contribuenti che ne avessero bisogno. Ogni comunicazione reca in allegato un prospetto in cui sono genericamente indicate le spese note all’Agenzia. La griglia replica fedelmente le sette categorie di spesa che compongono il nuovo redditometro e che già era possibile inserire nel Redditest, il software di autodiagnosi a disposizione dei contribuenti: abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese e investimenti finanziari.

Ogni gruppo presenta poi delle sottocategorie.

Per le abitazioni, per esempio, vi sono voci quali l’acquisto, il mutuo, i lavori di ristrutturazione o di riqualificazione energetica, i collaboratori domestici, i canoni di locazione e l’acquisto di arredi ed elettrodomestici. Laddove nei database dell’amministrazione finanziaria risultino spese collocabili in queste tipologie, il destinatario viene informato che gli uffici ne sono a conoscenza. A essere indicata è quindi l’esistenza delle diverse spese, ma non il loro importo. Ciò, sulla base di quanto spiegato da Via Cristoforo Colombo agli uffici, dipende sia da ragioni di riservatezza sia dal fatto che il contribuente dovrebbe ricordare le spese significative sostenute in un’annualità così recente (cioè il 2011).

Cosa fare?

Ma cosa deve fare chi riceve la lettera informativa del fisco? Innanzitutto il contribuente deve valutare la compatibilità del proprio reddito dichiarato tramite 730/2012 o Unico-Pf/2012 con le spese segnalate nel prospetto e con altre spese sostenute nel medesimo anno.

Ovviamente nei calcoli devono essere considerate anche tutte quelle fonti finanziarie legittimamente non indicate in dichiarazione (per esempio redditi esenti o soggetti a ritenuti alla fonte a titolo d’imposta). Qualora invece il soggetto si rendesse conto dell’effettivo scostamento e ritenesse di dover ritoccare verso l’alto la propria dichiarazione 2012, sarà possibile avvalersi del ravvedimento «lungo» fino al 30 settembre 2013.

Come detto il fisco è pronto a fornire la massima collaborazione. I destinatari delle comunicazioni potranno segnalare errori contenuti nel prospetto sia tramite e-mail sia telefonando ai centri di assistenza multicanale.

A garantire un analogo supporto saranno pure gli uffici territoriali dell’Agenzia.

Le liste

Insomma, anche in vista del debutto operativo del nuovo redditometro (in questi giorni sono state elaborate le prime liste selettive e a breve sarà diffusa la circolare esplicativa) le Entrate confermano lo strumento delle lettere per stimolare la compliance. Con effetti anche sulla campagna dichiarativa 2013 attualmente in corso. L’esperimento, d’altra parte, ha dato finora risultati positivi. I redditi dichiarati lo scorso anno da circa 256 mila soggetti che avevano ricevuto nel 2012 le missive «informative» sono cresciuti di circa il 10%.

Mentre le 50 mila lettere inviate nel 2011 con riferimento alle annualità 2009 e 2010 hanno fruttato alle casse erariali circa 130 milioni di euro di imposte (si veda ItaliaOggi del 21 novembre 2012). Va tuttavia ricordato che contribuenti e professionisti avevano talvolta ritenuto imprecise le lettere del fisco, «colpevoli» in alcuni casi di prendere in esame acquisti immobiliari per l’intero prezzo di rogito senza tenere conto delle passività, come per esempio il mutuo acceso per finanziare la compravendita (si veda ItaliaOggi del 5 giugno 2012).

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