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Il Fisco sbaglia ma non paga

Se nel 730 precompilato il Fisco riporta un dato inesatto il contribuente deve correggerlo. Se non lo fa è passibile di dichiarazione infedele. Più precisamente: «L’onere indicato erroneamente (dall’Agenzia delle entrate, ndr) va corretto. In caso contrario, la dichiarazione può essere considerata infedele».

Non solo. Non fatevi illusioni sul messaggio con il 730 online addio carta e documenti. È vero i documenti (scontrini, ricevute etc) non vanno allegati alla dichiarazione online ma «vanno conservati per futuri controlli». Sono queste le risposte che l’Agenzia delle entrate dà a due contribuenti via social con una novità: i tweet-legge.

Le fonti amministrative fiscali, dopo i comunicati stampa-legge (come non ricordare le proroghe arrivate con nota stampa), si arricchiscono ora pure dei tweet ufficiali dell’Agenzia delle entrate. L’amministrazione finanziaria testa i social come canale di dialogo con i contribuenti e, ieri, ha debuttato su Twitter nella sua prima sessione di domande e risposte dedicate alla dichiarazione precompilata.

Non è diventato trend topic, cioè non è diventato uno degli argomenti più commentati, ma #entratelive #730precompilato, la sessione di tre ore di invio di domande degli utenti Twitter all’account dell’Agenzia delle entrate, con garanzia di risposta entro oggi, ha raccimulato 52 cinguettii (tweet in inglese) sulla dichiarazione precompilata. Risposte fornite dall’Agenzia 46, i restanti 6 saranno smaltiti oggi.

Alcuni non hanno mancato di far notare che scegliere un doppio macro argomento #entratelive #730precompilato voleva dire «mangiarsi» già oltre 30 caratteri per la domanda, qualcun’altro non si è fatto prendere dal panico e, abituato ad avere a che fare con il Fisco, ha fotografato il quesito. Si sa, la materia fiscale è complessa ed è una sfida contenere i dubbi sulla dichiarazione precompilata in 140 caratteri e così per le relative risposte.

Scorrendo i primi dialoghi arrivati nella giornata di ieri, l’Agenzia, comunque, non è stata subbissata dagli utenti di Twitter di quesiti particolarmente insidiosi.

C’è chi chiede se deve inviare il 730 anche se a carico del marito e l’Agenzia risponde che può inviare il 730 precompilato pure se il reddito è inferiore a 2840,51 euro.

Il Fisco minimizza sulle «voci che l’attuale versione abbia problemi di calcolo della liquidazione» riconoscendo che «l’applicazione di liquidazione è funzionante e isolati problemi segnalati sono in corso di soluzione». I social media delle Entrate fanno assistenza tecnica informatica, quando il contribuente segnala che ha «pin Inps dispositivo, login su Inps ma il sito chiede utenza Fisco online», rispondendo con la più classica delle soluzioni: «Prova a chiudere e riaprire il browser e svuotare la cache».

Prendono tempo, in più di un’occasione, scrivendo, «stiamo verificando il caso segnalato», quando qualcuno chiede: «La stampa del modello 730 non ha la voce Dichiarante barrata. È normale?».

Stessa risposta per chi sottopone il seguente quesito: «Dichiarazione “accettata” vecchio pensionato Inps apposto in automatico flag dip.senza sostituto, è normale? Come ovviare?».

E soprattutto un importo sbagliato nel 730 inviato dall’Agenzia non è un errore ma è una modifica. Il contribuente che scrive: «Se importo opere di ristrutturazione nel pre compilato è sbagliato, come fare ? Lo correggo?», riceve dall’Agenzia, che non si scompone, la seguente risposta: «È possibile modificare il 730 precompilato indicando il valore corretto, sulla base dei documenti che giustificano la detrazione».

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